11/09/2011

Roma people in Chicago

Roma in Chicago

 
 
 
Gypsies first came to Chicago during the large waves of Southern and Eastern European immigration to the United States in the 1880s until World War I. They were following Serbian and Hungarian immigrants who found work in the steel mills and factories of the city. The Gypsies, who had no interest in this type of employment, developed an economic niche playing music from the immigrants’ home countries. Hired by immigrants to play at weddings, fairs, saint-day celebrations, birthdays, and other joyous occasions, Gypsy orchestras included instruments from Europe such as the cimbalom.
 
 
grazie

09/07/2010

MASILIA AMIERI: DEDICATO A MIO PADRE

03/04/2010

In Facebook ho ritrovato amici perduti e altri nuovi ne ho incontrati. A Masilia ho chiesto di scriverci della storia della sua famiglia e del popolo Rom cui appartiene. Lei mi ha mandato questo scritto che pubblico per Pasqua. Perché sia per tutti, credenti e non, il giorno della Pace. E soprattutto il giorno dell’armonia coi nostri cari e del ricordo per quelli che non ci sono più ma hanno fatto di noi quello che siamo.

 

 

Grazie Masilia!

 

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Masilia Amieri 30 marzo 2010 alle ore 16.08

 

 

Dedicato a mio padre

Sono l'ultima di 5 figli, 4 femmine e un maschio. Sono nata in una famiglia con sani principi morali. Mi definisco fortunata in tutti i sensi.I  miei hanno dato un amore immenso ad ognuno di noi senza mai escludere l'uno o l'altro, senza mai fare distinzioni. Ci hanno sempre rispettati ma esigendo da noi la serietà, la responsabilità delle nostre scelte e sopratutto ci hanno sempre spronato e dato fiducia senza mai farci mancare la loro presenza in disparte.

Mio padre l'ho perso 20 anni fa. Aveva 60 anni ma da 10 anni era stato colpito dall'ictus cerebrale. Aveva solo 50 anni mio padre quando è stato colpito da questa malattia. Era il 3 giugno 1981. A  quell’epoca io avevo solo 14 anni. Di quell'estate mi ricordo solo ospedali, casa e terra, perchè avevamo un grande appezzamento di terreno, dove mio padre era un commerciante di cavalli, uno dei più bravi e validi del commercio (senza falsa modestia era veramente uno dei pochi che sapeva conoscere il carattere dei cavalli; li riconosceva e sapeva come farsi rispettare, poiché lui era il primo che rispettava il loro mondo, il loro linguaggio. Sapeva decifrare uno sguardo, la coda, il manto, le orecchie…insomma era il suo mondo, la sua passione. In questo sono io l'unica dei figli ad avere preso questa passione dei cavalli). Come dicevo prima mio padre non ha mai usato la doma violenta. I cavalli li lasciava liberi di correre e mangiare l'erba del nostro appezzamento. Poi, la sera, ognuno nel proprio box. Ero affascinata da mio padre: era un uomo di poco parole ma molti fatti. Lui non ci ha mai detto di volerci bene. Ce lo faceva capire in altre maniere. Con l'aiuto economico sempre. Nelle nostre difficoltà la sua presenza discreta c'era sempre. Non ci ha fatto mai mancare nulla. Ma io più di tutti lo "sentivo". E’ difficile spiegare cosa "sentivo". Dietro i suoi silenzi, la sua severità, il suo essere un uomo tutto di un pezzo si celava un uomo dolcissimo, romantico (con mia madre hanno fatto la “fuitina”, avevano 15 anni entrambi), innamorato pazzo di mia madre, amante dei bambini. Era un uomo semplice che amava giocare a carte con i suoi amici nell'osteria di pomeriggio, amava la semplicità. Dopo la sua malattia, dopo tantissime terapie, piano piano si è ripreso e ha ricominciato la sua attività. Altro non voglio aggiungere. Voglio serbare in me il suo dolce ricordo. Ma aggiungo con orgoglio che con l'età che avanza mi accorgo sempre di più di avere preso totalmente il suo carattere, il suo mondo, la sua passione. Mai come adesso sento più vicina la sua "presenza". Ora capisco ancora più profondamente mio padre.

 

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LA MAMMA DI MASILIA, ROM ILLETTERATA, MAESTRA DI CULTURA

18/05/2010

Paolo: Mio nonno fece la seconda elementare. Ma ogni giorno leggeva il giornale. Aveva passione per la gente. Amò la Sicilia dove fece il militare (la Sicilia di fine 1800!!) e le canzoni napoletane apprese in guerra (la prima guerra mondiale). O meglio amò i siciliani e i napoletani e la loro cultura così diversa dalla sua. E quando divenne benestante non dimenticò mai le sue origini e trattò sempre con rispetto le persone meno fortunate...Questa è (la) cultura! 

Cultura non è tanto conseguire un titolo a scuola...

 

Beh,leggete il secondo brano della "Storia di Masilia" e lo capirete da soli!

 

da Masilia Amieri - 17 maggio alle ore 19.51 

Il mio primo Vocabolario della Lingua Italiana fu della Zanichelli, in formato mini. Mi fu dato in regalo da mia madre, all'inizio dell'estate, nel Giugno del 1975. Era appena finita la scuola, da 2 settimane ed ero stata promossa in terza elementare. Avevo solo 8 anni. Ricordo che mia madre lo acquistò in un piccolo negozio di libreria nel centro di Teramo (Abruzzo).
Quel libro a distanza di 35 anni ancora lo conservo gelosamente; è stato il mio compagno più fedele in tutte le tappe delle Scuole che ho frequentato. Mi ha insegnato molto a capire delle cose che ignoravo o che non riuscivo a seguire durante le lezioni. Mia madre è analfabeta ma ha sempre avuto ed ha un'intelligenza fuori dal comune; ha sempre voluto il meglio per i suoi figli rispettando l'indole di ognuno di noi. Io ad esempio avevo ed ho l'indole di amare la lettura e di voler capire le cose teoricamente e praticamente. Ho sempre amato la lettura in genere. E mia madre aveva intuito la mia predisposizione alla lettura. Ma essendo io sempre stata di carattere schivo, timida, quasi vergognosa direi, non domandavo mai cosa volesse dire una certa determinata parola. Lei sapeva che il mio orgoglio non mi consentiva di fare domande, per non passare da ignorante. Questo era il mio pensiero da piccola. Così quel giorno ho ricevuto quel bellissimo dono senza averlo mai chiesto (anche perchè io non chiedevo mai, mi accontentavo nel mio piccolo). Insieme a quel regalo inaspettato c'era anche un altro libro, la mia prima favola: "Sara, la Piccola Principessa". Un libro bellissimo. Mi ricordo tuttora la sua rilegatura con disegni stupendi ogni 25 pagine. Durante quell'estate bellissima, con il Vocabolario e la favola, oltre ai compiti estivi che le insegnanti ci diedero da svolgere nelle vacanze, e un'altro libro di testo sempre della Scuola, io mi sentivo davvero ricca, ricca dentro, perchè avevo scoperto un prezioso tesoro che mi avrebbe accompagnata per tutto il corso delle mie tappe di istruzione scolastica.
Sempre quell'estate mia madre mi comprò degli zoccoletti di legno con pelle di cuoio rosso. Quella è stata la mia prima vanità femminile, perchè nel 1975 scoprii la moda (....:-) so di essere stata abbastanza precoce). Scoprii con piacere le gonne lunghe fino ai polpacci, a balze, con piccoli bordi all'uncinetto, i foulard annodati delle signorine, sandali dal tacco forte. Era la moda romantica che impersava in quel periodo.
Mia madre è sempre stata attenta a ogni piccolo dettaglio di interesse di noi figli, ma con me un pò di più a livello culturale. I miei genitori non hanno mai ostacolato alcun mio interesse diverso dai loro abituali. Anzi per loro era un motivo in più di orgoglio intellettuale. Quel 1975 è stato una vera svolta per me, perchè ora sono una "Art Design di Stilismo di Alta Moda" e un'amante sfegatata della lettura. Ormai possiedo una mia piccola personale biblioteca. E di questo sono grata a mia madre che ha permesso che seguissi i miei sogni di bambina fino a farli divenire una splendida realtà di oggi. E grazie di cuore al mio vecchio fedele compagno della mia vita, il Vocabolario della Lingua Italiana che tutt'ora sfoglio per cercare il significato di ogni singola parola. Grazie.

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