05/04/2013
LEGA NORD TORINO: TRENI PER RISPEDIRE I ROM A CASA LORO
LEGA NORD TORINO: “ROM: L'UNICO MODO PER POTER RISOLVERE DEFINITIVAMENTE UNA SITUAZIONE ORMAI CRITICA SAREBBE QUELLO DI AFFITTARE QUALCHE TRENO CON CUI RISPEDIRE A CASA LORO QUESTI OSPITI PIÙ CHE MAI INDESIDERATI. SIAMO STUFI DI PERDERE TEMPO E DENARO DIETRO A GENTE DI QUESTO TIPO".
capogruppo della Lega Nord, Fabrizio Ricca consiglio comunale di Torino
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=28963...
.......
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14/11/2011
Hongrie: contre les Rroms...
12 novembre 2011:Pour ne rien arranger, la municipalité sabre dans les aides des...
12:45 le journal - Hongrie : la communauté rom d'une petite ville est frappée de plein fouet par le.
www.tsr.ch
Pour ne rien arranger, la municipalité sabre dans les aides des familles qu'elle estime pas suffisamment propres et des milices d'extrême droite continuent de rôder en toute illégalité dans les quartiers tziganes.
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09/11/2011
După sterilizarea forțată a unei ţigănci, Slovacia a fost condamnată la CEDO
CEDO a condamnat astăzi statul slovac la plata de despăgubiri morale, în valoare...
Citeşte şi: Slovacia vrea sterilizare pentru ţigani. Până unde se poate ajunge? UPDATE
Guvernul slovac vrea să sterilizeze ţigăncile

După sterilizarea forțată a unei ţigănci, Slovacia a fost condamnată la CEDO
www.adevarul.ro
După ce nu în urmă cu mult timp slovacii au fost acuzaţi că vor să elaborează o lege prin care doreau să sprijine comunitățile sărace, în special cele de romi, prin sterilizarea femeilor de etnie romă, care nasc prea mulți copii, a apărut şi primul caz de acest gen.
19/10/2011
Scritta razzista davanti alla scuola
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17/10/2011
Italiani brava gente ma un tantino razzista - L'ideale
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Consiglio Ordine Giornalisti sanziona per Razzismo anti Rom Maurizio Belpietro e quotidiano Libero
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03/10/2011
Cambia il procedimento per l’azione giudiziaria civile anti-discriminazione
Cambia il procedimento per l’azione giudiziaria civile anti-discriminazione
Trascorsi quindici giorni dalla data di pubblicazione sulla G.U. del d.lgs. 01.09.2011 n. 150 (“Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’art. 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69”), avvenuta il 21 settembre scorso (in G.U. 21.09.2011, n. 220), il 6 ottobre entrano in vigore le nuove disposizioni in materia di procedimento per l’azione civile anti-discriminazione prevista dall’art. 44 del d.lgs.n. 286/98.
Con l’entrata in vigore dell’art. 28 del d.lgs. n. 150/2011, le controversie in materia di discriminazione per motivi, fra l’altro di nazionalità, di cui all’art. 44 del d.lgs. n. 286/98, per motivi etnico-razziali di cui all’art. 4 del d.lgs. n. 215/2003, per motivi di credo religioso o convinzioni personali, eta’, disabilita’ o orientamento sessuale, di genere sessuale nell’ambito dell’offerta di beni e servizi di cui all’art. 55-quinques del codice per le pari opportunità, saranno regolate dal rito sommario di cognizione di cui al capo III bis del titolo I del libro quarto del codice di procedura civile (art. 702-bis, ter e quarter del c.p.c.) e non piu’ dal procedimento cautelare atipico di cui al vecchio art. 44 del T.U. imm.
Le nuove disposizioni si applicheranno solo per i procedimenti avviati e dunque per i ricorsi depositati dopo il 6 ottobre 2011, data di entrata in vigore del decreto legislativo, mentre le norme relative al rito cautelare atipico di cui al vecchio art. 44 d.lgs. n. 286, ora emendato, continueranno ad applicarsi alle controversie ancora pendenti al 6 ottobre 2011.
Di conseguenza, per le azioni civili anti-discriminazioni instaurate dopo il 6 ottobre 2011 sarà competente il tribunale in composizione monocratica del luogo di domicilio del ricorrente, con l’applicazione delle norme di cui all’art. 702-bis del c.p.c. che prevedono la costituzione del convenuto non oltre dieci giorni prima dell’udienza e la notifica del ricorso al convenuto con almeno trenta giorni di anticipo rispetto alla data fissata per la sua costituzione. Avverso l’ordinanza emanata in primo grado dal giudice monocratico, potrà essere presentato ricorso alla Corte di Appello entro trenta giorni dalla sua comunicazione o notifica . L’ordinanza del collegio giudicante della Corte di Appello potrà essere impugnata dinanzi alla Cassazione. La principale novità, dunque, è costituita dal fatto che l’ordinanza emessa dal giudice monocratico, se non appellata, produce gli effetti di cui all’art. 2909 del c.c., quindi passa in giudicato, mentre con il testo precedente di cui all’art. 44 del d.lgs. n. 286/96 l’ordinanza veniva pronunciata nell’ambito di un procedimento avente natura cautelare e dunque non poteva avere carattere definitivo, implicando la possibilità per la parte di iniziare il procedimento civile ordinario di merito al termine del procedimento ex art. 44 T.U.
Per il resto, il nuovo testo dell’art. 44 del T.U. imm., introdotto dal d.lgs. n. 286/98 non apporta novità significative. Viene ribadito il principio, del resto imposto dalle direttive n. 2000/43/CE e n. 2000/78/CE, del bilanciamento dell’onere probatorio, per cui il ricorrente vittima di una discriminazione può limitarsi a fornire in giudizio gli elementi di fatto dai quali si può desumere prima facie l’esistenza della discriminazione, mentre spetterà al convenuto l’onere di provare l’insussistenza della discriminazione. Un’importante precisazione viene introdotta dall’art. 28 c. 5, che stabilirebbe l’obbligo del giudice, in caso di discriminazioni a carattere collettivo, ove il giudice intenda ordinare un piano di rimozione delle medesime, di sentire l’associazione legittimata ad agire che ha inoltrato il ricorso.
La questione che vale la pena sottolineare, invece, è che con il medesimo decreto legislativo sono stati ricondotti al rito sommario di cognizione di cui agli artt. 702-bis, ter e quarter del c.p.c. tutta una serie di procedimenti giudiziari civili, molti dei quali inerenti alle controversie in materia di diritto dell’immigrazione e dell’asilo, tra cui quelle relative all’allontanamento dei cittadini di Stati membri UE e loro familiari, al riconoscimento della protezione internazionale, per le quali viene mantenuta la competenza territoriale del tribunale del capoluogo del distretto di corte di appello in cui ha sede la commissione territoriale asilo. La riconduzione dell’azione civile anti-discriminazione al rito sommario civile di cognizione potrebbe dunque comportare un allungamento dei tempi del procedimento rispetto alla tempistica anche molto rapida registrata in molti casi in questi anni di applicazione del procedimento cautelare atipico di cui al vecchio art. 44 del d.lgs. n. 286/98. da ASGI
Di seguito pubblichiamo il testo integrale dell’art. 28 del d.lgs. n. 150 dd. 01.09.2011:
Art. 28 Delle controversie in materia di discriminazione
1. Le controversie in materia di discriminazione di cui all'articolo 44 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, quelle di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, quelle di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216, quelle di cui all'articolo 3 della legge 1° marzo 2006, n. 67, e quelle di cui all'articolo 55-quinquies del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo.
2. È competente il tribunale del luogo in cui il ricorrente ha il domicilio.
3. Nel giudizio di primo grado le parti possono stare in giudizio personalmente.
4. Quando il ricorrente fornisce elementi di fatto, desunti anche da dati di carattere statistico, dai quali si può presumere l'esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori, spetta al convenuto l'onere di provare l'insussistenza della discriminazione. I dati di carattere statistico possono essere relativi anche alle assunzioni, ai regimi contributivi, all'assegnazione delle mansioni e qualifiche, ai trasferimenti, alla progressione in carriera e ai licenziamenti dell'azienda interessata.
5. Con l'ordinanza che definisce il giudizio il giudice può condannare il convenuto al risarcimento del danno anche non patrimoniale e ordinare la cessazione del comportamento, della condotta o dell'atto discriminatorio pregiudizievole, adottando, anche nei confronti della pubblica amministrazione, ogni altro provvedimento idoneo a rimuoverne gli effetti. Al fine di impedire la ripetizione della discriminazione, il giudice può ordinare di adottare, entro il termine fissato nel provvedimento, un piano di rimozione delle discriminazioni accertate. Nei casi di comportamento discriminatorio di carattere collettivo, il piano è adottato sentito l'ente collettivo ricorrente.
6. Ai fini della liquidazione del danno, il giudice tiene conto del fatto che l'atto o il comportamento discriminatorio costituiscono ritorsione ad una precedente azione giudiziale ovvero ingiusta reazione ad una precedente attività del soggetto leso volta ad ottenere il rispetto del principio della parità di trattamento.
7. Quando accoglie la domanda proposta, il giudice può ordinare la pubblicazione del provvedimento, per una sola volta e a spese del convenuto, su un quotidiano di tiratura nazionale. Dell'ordinanza è data comunicazione nei casi previsti dall'articolo 44, comma 11, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dall'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, dall'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216, e dall'articolo 55-quinquies, comma 8, del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198
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27/09/2011
The fightback against rising Euro ‘Roma-phobia’ is the background to this meeting
The fightback against rising Euro ‘Roma-phobia’ is the background to this meetin...

Podcast: Roma youth conference – The momentum for change | HUMANERIGHTSEUROPE
www.humanrightseurope.org
Today is the start of the Roma youth conference, an opportunity for young community leaders to gather in Strasbourg to discuss common concerns and interests.
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23/09/2011
Rom: La Roumanie n'est pas Auschwitz, mais ici c'est déjà Vichy
Klarsfeld OFII Roms. Voici le témoignage d'un enfant: - « Dans la déchetterie, i...

La Roumanie n'est pas Auschwitz, mais ici c'est déjà Vichy (1)
blogs.mediapart.fr
Hier, 21 septembre 2011, ce sont encore 200 roms de l’agglomération lyonnaise qui ont été expulsés de leurs lieux de vie.
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13/09/2011
A torrazza coste (pavia) non c'è terra per i rom!
Da due newsletter di Articolo 3:
A Torrazza Coste (Pavia) in pochi accettano che una famiglia rom possa legittimamente comprare un terreno e stabilirvisi. Le continue lagnanze dell'opinione pubblica hanno spinto il sindaco a sbilanciarsi: "Stiamo valutando se ci sono gli estremi per un provvedimento di allontanamento legati a ragioni di sanità pubblica". Nomadi, domani una decisione. Il sindaco: "Pressioni per un'ordinanza di allontanamento" (Provincia pavese, 28/8). L'allontanamento della famiglia rom rappresenterebbe una gravissima discriminazione e creerebbe un precedente pericoloso, incrinando oltretutto la certezza del diritto. Inoltre, sono le istituzioni che dovrebbero governare i timori della collettività o i timori della collettività che dovrebbero governare le istituzioni?
Dopo aver evidentemente scartato la possibilità di allontanare la famiglia rom attraverso "un provvedimento di allontanamento per ragioni di sanità pubblica", l'amministrazione comunale di Torrazza Coste, "si sta muovendo con discrezione per arrivare ad una soluzione pacifica che soddisfi i residenti": Firme contro l'area nomadi. Residenti in via Moro in rivolta (Provincia pavese, 1/9). La "soluzione pacifica" consisterebbe nel tentativo dell'amministrazione di convincere i proprietari del terreno a trovare nuovi acquirenti.
Si tratterebbe, se così fosse, di razzismo istituzionale ancora più pericoloso, perché subdolo, mascherato dietro alle buone intenzioni di 'far contenti i residenti'. Un tale comportamento da parte di un'istituzione rappresenterebbe una forma di discriminazione relativamente nuova, e molto pericolosa. Articolo 3 si impegnerà nelle prossime settimane ad approfondire la vicenda, cercando di verificarne le dinamiche.
La Provincia Pavese:
Chiediamo ad amici ed amiche rom un contatto con le famiglie rom bosniache che hanno acquistato un terreno edificabile a TORRAZZA DI COSTE. Stiamo valutando la possibilità di intervenire direttamente. QUESTA la nostra mail
grazie
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10/09/2011
Consiglio d'Europa: in Italia retorica razzista e xenofoba contro i sinti e i rom
Consiglio d'Europa: in Italia retorica razzista e xenofoba contro i sinti e i rom
Comunicato stampa - CommDH 023 (2011), Strasburgo, 07/09/2011
“La situazione dei rom e dei sinti in Italia resta fonte di grande preoccupazione. È opportuno porre l’accento non sui provvedimenti coercitivi, come le espulsioni e gli sgomberi forzati, ma piuttosto sull’integrazione sociale e la lotta contro la discriminazione e l’antiziganismo”, ha dichiarato oggi il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, in occasione della pubblicazione del rapporto stilato a seguito della visita del 26 e 27 maggio 2011 in Italia, nel corso della quale ha discusso della situazione della minoranza rom e sinta e dei migranti nordafricani.
Il Commissario è preoccupato per la retorica razzista e xenofoba contro rom e sinti. Questo fenomeno deve essere contrastato con l’ausilio di misure efficaci, in particolare attraverso iniziative di autoregolamentazione da parte dei partiti politici, e tramite la vigorosa applicazione delle disposizioni penali contro i reati di matrice razzista. Il Commissario insiste inoltre sulla necessità di far conoscere meglio la storia e la cultura rom e sinta al fine di lottare contro l’antiziganismo, ad esempio grazie alla diffusione e all’utilizzo delle schede illustrative sulla storia dei rom elaborate dal Consiglio d’Europa.
Le recenti espulsioni di rom e sinti, spesso svoltesi in violazione delle norme relative ai diritti umani, hanno avuto un impatto negativo non solo sulla fruizione del diritto all’alloggio, ma anche di altri diritti, come il diritto dei minori all’istruzione. “Le autorità italiane dovrebbero agire in conformità delle norme internazionali e del Consiglio d’Europa in materia di alloggio e di espulsioni e riportare la situazione in linea con la Carta sociale europea riveduta”.
Gli atti di violenza contro i rom e sinti, alcuni per mano delle forze dell’ordine, indicano la necessità per le autorità italiane di migliorare la risposta agli episodi di violenza scatenati da motivazioni razziali. “È necessario migliorare la gestione dei reati di stampo razzista e combattere i comportamenti abusivi, di tipo razzista, da parte della polizia. Il dispositivo di controllo degli atti e dei reati a sfondo razzista dovrebbe essere maggiormente flessibile ed attento ai bisogni delle vittime”.
Il Commissario ribadisce la sua raccomandazione alle autorità italiane di esaminare la situazione dei numerosi rom apolidi arrivati in Italia dall’ex Jugoslavia decenni fa, e dei loro figli, il cui numero attuale è stimato a circa 15000. Hammarberg auspica inoltre l’adozione di una strategia nazionale per l’integrazione sociale di rom e sinti in Italia, che sia di sostegno agli sforzi degli attori regionali e locali in questo campo, e propone, in un primo momento, la creazione di una task force a livello nazionale, incaricata di apportare tale supporto.
“I sempre più frequenti arrivi dal Nord Africa hanno evidenziato il bisogno di una maggiore attivazione dell’Italia e dell’Europa per assicurare il rispetto dei diritti dei migranti, inclusi i richiedenti asilo: ciò vale innanzitutto per il soccorso in mare, ma anche per la loro accoglienza, la loro integrazione e per un certo numero di procedure giuridiche”, ha dichiarato il Commissario.
“Risulta imperativo che qualora dei migranti si trovino in situazione di emergenza in mare, il soccorso e la sicurezza di quest’ultimi prevalgano su ogni altro tipo di considerazione, ivi compresa la mancanza di chiarezza o di accordi, in particolare tra l’Italia e Malta, in merito alle responsabilità per gli interventi di salvataggio”, ha sottolineato. Il Commissario invita inoltre le autorità italiane ad evitare qualsiasi pratica che potrebbe tradursi nel rinvio di migranti in paesi dove rischierebbero di subire maltrattamenti o un respingimento indiretto.
Sarebbe inoltre necessario migliorare le condizioni di accoglienza e di accesso all’asilo, in particolare attraverso lo sviluppo della capacità di programmi abitativi gestiti dal Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), finanziato da fondi pubblici, e sostenuto da una rete di autorità locali e organizzazioni no profit. I richiedenti asilo dovrebbero beneficiare di un adeguato accesso all’assistenza giuridica e contare su un sostegno psicosociale, qualunque sia il luogo in cui sono accolti. Relativamente al rimpatrio dei cittadini tunisini tramite “procedure semplificate”, il Commissario sollecita le autorità italiane a far sì che il sistema di garanzie dei diritti umani, in particolare l’accesso a procedure che permettano la contestazione delle decisioni di allontanamento, nonché il divieto delle espulsioni collettive, sia pienamente rispettato.
Il Commissario esorta infine ad ottimizzare il processo d’integrazione dei rifugiati e dei titolari di una protezione internazionale all’interno della società italiana. “È indispensabile rafforzare la capacità delle autorità locali a fornire alloggio e servizi. Occorre inoltre agevolare l’accesso dei rifugiati all’acquisizione della nazionalità italiana, nonché accelerare la procedura da seguire per ottenere il ricongiungimento familiare. La replica delle autorità italiane è allegata al rapporto del Commissario”. da Ufficio del Commissario per i diritti umani - Unità di Comunicazione
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08/09/2011
L'Italia è un Paese razzista. La situazione è grave.La relazione di Hammarberg
L'Italia è un Paese razzista. La situazione è grave.La relazione di Hammarberg - Mediterranews
![]() Mediterranews |
L'Italia è un Paese razzista. La situazione è grave.La relazione di Hammarberg
Mediterranews Stamane Hammarberg ha presentato un rapporto stilato dopo la visita in Italia del 26 e 27 maggio, durante la quale ha discusso della situazione della minoranza Rom e dei migranti nordafricani. Hammarberg dichiara: ”La situazione dei Rom e dei Sinti in ... |
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Immigrazione, Strasburgo 'bacchetta' l'Italia: "Basta slogan razzisti"
Immigrazione, Strasburgo 'bacchetta' l'Italia: "Basta slogan razzisti" - RomagnaOggi.it
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Immigrazione, Strasburgo 'bacchetta' l'Italia: "Basta slogan razzisti"
RomagnaOggi.it Nel documento è stato evidenziato che negli ultimi tre anni le autorità italiane hanno fatto pochi passi avanti per garantire il rispetto dei diritti umani di rom e immigrati. ''La situazione dei Rom e dei Sinti in Italia - scrive Hammarberg - rimane ... |
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Italy should better respect the human rights of Roma and migrants
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Strasbourg, 07/09/11 – “The situation of Roma and Sinti in Italy remains a matter of serious concern – a shift in focus is needed from coercive measures such as forcible evictions and expulsions to social inclusion, anti-discrimination and combating anti-Gypsyism” said the Council of Europe Commissioner for Human Rights, Thomas Hammarberg, releasing today the report on his visit to Italy carried out on 26-27 May 2011 during which he discussed the situation of the Roma minority as well as of migrants from Northern Africa.
The Commissioner is concerned about racist and xenophobic political discourse against Roma and Sinti. Effective measures to counter this phenomenon are needed, including self-regulatory initiatives by political parties and a vigorous implementation of the criminal law provisions against racist offences. He further stresses the need to promote knowledge of Roma history and culture in order to combat anti-Gypsyism, for instance through the dissemination and use of the Council of Europe’s Fact Sheets on Roma History.
Recent evictions of Roma and Sinti, sometimes in violation of human rights standards, have had a negative impact on the enjoyment not only of the right to housing, but also other human rights, including children’s right to education. “The Italian authorities should act in accordance with international and Council of Europe standards in the field of housing and evictions, and bring the situation fully into line with the revised European Social Charter.”
Cases of anti-Roma violence, sometimes perpetrated by law enforcement officials, point to a continuing need for the Italian authorities to improve their response to racially-motivated violence in general. “It is necessary to improve the handling of racist offences and to combat racially-motivated misconduct by the police. In particular, the system for monitoring racist incidents and offences should be made more flexible and victim-friendly.”
The Commissioner reiterates his recommendation that the Italian authorities address the situation of the many stateless Roma who came to Italy from the former Yugoslavia decades ago and their descendants, whose number is currently estimated at around 15 000. He calls for a national strategy for the social inclusion of Roma and Sinti in Italy which would support the efforts of regional and local actors in this field, and suggests as an interim step the establishment of a task force at national level which would provide such support.
“Increasing arrivals from Northern Africa have also exposed a dire need for Italy and Europe to do more to ensure that the rights of migrants, including asylum seekers, are respected: first and foremost when it comes to their rescue at sea, but also their reception, integration and a number of legal procedures”, the Commissioner stated.
“It is crucial that in all cases where migrants are in distress at sea, their rescue and safety enjoy absolute priority over all other considerations, including any lack of clarity and agreement, notably between Italy and Malta, about responsibilities for rescue”, he stressed. The Commissioner also urges the Italian authorities to avoid any practices which may result in migrants being sent to places where they are at risk of ill treatment or onward refoulement.
Reception conditions and access to asylum should also be improved, notably by extending the capacity of the housing schemes administered by the publicly-funded network of local authorities and non-profit organisations, SPRAR. In all places where they are accommodated, asylum seekers should have adequate access to legal aid and psycho-social assistance. With reference to the repatriation of Tunisian nationals through “simplified procedures”, the Commissioner calls on the Italian authorities to ensure that the relevant human rights safeguards, including access to procedures to challenge removal, and the prohibition of collective expulsions, are fully respected.
Finally, the Commissioner recommends improving the integration in Italian society of refugees and beneficiaries of international protection. “Strengthening local authorities’ capacity to provide accommodation and services is fundamental. It is also necessary to simplify access by refugees to Italian nationality and speed up the procedure to obtain family reunification”.
The response of the Italian authorities is appended to the Commissioner’s report.
Press contact in the Commissioner’s Office:
Stefano Montanari, +33 (0)6 61 14 70 37; stefano.montanari@coe.int
Keep up to date with the Commissioner on Twitter
Link: http://www.coe.int/t/commissioner/news/2011/110907reporti...
grazie
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04/09/2011
Los desalojos podrían violar dos artículos de la Convención Internacional contra la Discriminación Racial
El grupo de expertos advirtió que los desalojos podrían violar dos artículos de...
elmercuriodigital.es: El Comité contra el Racismo urge al Reino Unido a suspender los desalojos.
www.elmercuriodigital.net
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01/09/2011
Alloggi assegnati agli zingari respinti i ricorsi dei residenti
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31/08/2011
Fantapolitica?
Fantapolitica?
Mi è stato suggerito da Ernesto Rossi un provocatorio esperimento: prendere la seguente notizia di cronaca e sostituire le parole rifugiati/profughi con zingari. Che ve ne pare del risultato?
ACCOGLIENZA, NON EMERGENZA Il Comune di Milano primo caso in Italia di gestione diretta dell'accoglienza degli zingari
Uscire dalla logica dell'emergenza ed offrire un'accoglienza umana ai tanti disperati che cercano rifugio nella nostra città. Il Comune di Milano fa da pioniere a livello nazionale nella gestione dell'assistenza zingari, ad oggi affidata alla Prefettura. Sarà la sede della Protezione civile di via Barzaghi ad ospitare a turni di 15 giorni fino al 20 settembre i circa 350 zingari- tra quelli già presenti in città e quelli in arrivo- a costo zero per il Comune (Il Governo mette a disposizione 46 euro al giorno per persona).
"Potevamo accettare che venissero messi in hotel a spese del governo e far finta di nulla lasciandoli al loro destino - ha spiegato l'Assessore alla politiche Sociali Pierfrancesco Majorino - invece abbiamo scelto di farcene carico governando questo flusso di presenze grazie alla collaborazione con il terzo settore". Nei 15 giorni di permanenza nel centro, ogni persona accolta, dopo essersi visto riconosciuto lo status di rifugiato politico da una commissione territoriale supplementare composta da rappresentanti della Prefettura, della Questura, dell'assessorato alle politiche sociali e dell'Acnur (Alto commissariato delle nazioni unite per irifugiati), verrà sottoposto a visite mediche e colloqui psicologici. Saranno inoltre messi a disposizione mediatori culturali e linguistici che aiuteranno queste persone nel percorso di inserimento sociale o nel rimpatrio assistito e le indirizzeranno verso altre strutture di accoglienza.
Sono diversi i ricoveri in cui gli zingari possono trovare asilo: la Cascina Monluè, gli appartamenti delle associazioni Arca e Aspi, la casa di accoglienza di via Ortles, si aggiungono oggi ai ricoveri offerti dalla parrocchia Pentecoste, dall'associazione missionari Cuore Immacolato di Maria, dalla Caritas di via Arici, da casa Silvana, da casa del Giovane, da casa Cardinal Colombo e dal centro di prima accoglienza di via Saponaro. "Fino ad oggi a Milano c'e' stata una grande assenza di coraggio sulla messa a disposizione dei posti per gli zingari- ha sottolineato Majorino- è assolutamente necessario aumentarne il numero perché le emergenze umanitarie non possono essere messe sotto il tappeto della politica, una città come la nostra deve diventare pronta per l'imprevedibilità di queste situazioni". Ogni 15 giorni l'assessorato alle politiche sociali fornirà dati sulla situazione degli arrivi e sulla gestione delle presenze nei vari quartieri. "Sarà una prima risposta accogliente ed efficiente- ha affermato l'Assessore alla Sicurezza e Protezione Civile Marco Granelli- degna di una città moderna europea che si fa carico delle conseguenze della critica situazione internazionale nel mediterraneo e nel continente africano".
(l'originale era di Giulia Cusumano NDR)
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30/08/2011
sui Rom - dal blog "Legno storto" (nel nome un destino: legnate mal dirette)
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Da ut dem. La reciprocità secondo i Rom http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&a...
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| Scritto da Rosa Ursina | |
| giovedì 04 agosto 2011 | |
Pretenderle quando il servizio è costituito da spaccio e malavita è inaccettabile. Potrebbe sembrare di cattivo gusto commentare col dito ammonitore una tragedia quale può essere la perdita di un bambino, ma nel momento in cui i genitori dello stesso si scagliano contro il Comune per la scarsa vivibilità dei campi rom, il commento diviene lecito. La notizia è apparsa su tutti i tg e i giornali e la storia del piccolo rom morto folgorato nel campo di Tor de’ Cenci, a Roma, ha fatto già il giro del web. “Stava camminando carponi” racconta la nonna del bimbo “all’improvviso ho sentito una piccola esplosione, poi piangere e un rantolo”. Gli zii lo avevano conosciuto da poco, tornati solo di recente dall’Olanda e già con l’hobby del paragone tra l’uno e l’altro luogo di residenza: “Una fine orribile che si sarebbe potuta evitare, se solo i nostri connazionali vivessero in condizioni più umane”. Ed ecco la stura, un lungo elenco delle condizioni disastrose in cui versa il suddetto campo rom: “una fiorente attività di spaccio di eroina e cocaina”, “fili elettrici scoperti e bombole del gas lasciate in giro”. L’aspetto più deprimente è che i locali si lamentano come se la colpa fosse dello scarso intervento del sindaco, come se gli spacciatori fossero esterni e le bombole le sganciassero in mezzo al campo gli assessori della giunta. Parliamone: ci sono persone che pagano tasse sostanziose per una nettezza urbana di qualità minima, con strade sporche e marciapiedi invivibili, e lei chiede che vengano gratis a mondarle casa? Per quanto ancora dovremo aspettarci il nomade questuante e non il nomade lavoratore in regola, che si guadagna pane, casa e -perché no?- nettezza urbana? |
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| Tag: legno storto, razzismo anti rom | OKNOtizie |
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Communiqué du MRAP Rroms de Seine Saint-Denis
Jeudi dernier, la préfecture de Seine-Saint-Denis a fait savoir officieusement qu’elle comptait expulser les familles Rroms installées sur un terrain jouxtant Epinay. La première inquiétude manifestée par les habitants à été celle du devenir des enfants qui devaient tous être scolarisés à la rentrée prochaine. Tant de rêves, de projets, balayés par une grue !!! Une fois de plus, la France ne donne pas l’exemple en matière de défense des droits fondamentaux du peuple le plus opprimé d’Europe.
Les arguments évoqués concernent la sécurité. Mais hier, ce terrain était occupé par des agents d’EDF, demain il sera une aire d’accueil pour les Gens du voyage. Des mesures de sécurisation, notamment des barrières, avaient été installées. Les Rroms seraient–ils donc hors normes ou de dangereux irresponsables ? C’est bien contre ce type de préjugés trop présents dans nos sociétés européennes qu’il faut lutter. Par ailleurs, nous insistons sur le fait que cette installation, même si elle ne se situait pas dans un cadre « idéal », n’est que transitoire avant la phase finale de construction de logements alternatifs conçus par un architecte, sur trois terrains différents, dans l’année à venir. Notre association, comme d’autres citoyens, est particulièrement présente avec les Rroms qui se disent extrêmement “motivés” pour que toutes les règles de sécurité soient respectées et tout danger ou entraves à un fonctionnement de différentes structures soient écartés.
En attendant, les familles se sont donc installées avec le soutien de la mairie sur le terrain jouxtant Epinay, mais appartenant en très majeure partie à la commune de Saint-Denis. Elles ont commencé à aménager ce terrain, construisant des cabanes, plantant des fleurs avec des bénévoles d’une association locale. Mais aussitôt Monsieur le Maire d’Epinay a pris un arrêté pour que cessent les constructions et décidé d’envoyer la police municipale pour intimider les familles. « Pourquoi sommes nous pourchassés, nous avons le même sang que les autres ?», traduisait une petite fille, apeurée.
Monsieur le Préfet de Seine Saint-Denis, qui avait déjà fait procéder à l’expulsion de familles Rroms situées sur le territoire des communes de Paris et Bobigny contre l’avis des municipalités concernées, se fait l’instrument d’une politique d’ Etat xénophobe, visant clairement à pérenniser la situation de précarité où se trouvent ces personnes, y compris lorsque des solutions sont proposées par les communes. Mr le Préfet recevra lundi 29 août Monsieur le Maire de Saint-Denis et le Président de Plaine Commune.
Le MRAP qui croit fermement que ce type de projet peut contribuer à lutter contre les préjugés subis par les Rroms, pense qu’il serait tout à l’honneur du Département de porter un projet phare en Europe comme celui de Saint-Denis. L’argent pour la lutte contre la discrimination des Rroms existe et n’est pas utilisé, faute de projets crédibles… Saint Denis propose un projet alternatif : il y a là un gâchis humain et financier inacceptable.
Le MRAP demande solennellement à Monsieur le Préfet d’engager le Département dans un soutien aux projets d’accueil d’une population européenne privée
d’accès à l’emploi par des mesures discriminatoires et, en particulier, de mettre à disposition un deuxième terrain appartenant à l’Etat pour permettre la finalisation du projet alternatif de Saint-Denis.
Paris, 27 août 2011
Bernadette Hétier
Co-présidente
Collège de la Présidence
MRAP-Mouvement contre le Racisme et pour l’Amitié entre les Peuples
43, Bd de Magenta – 75010 Paris
Tel. : 01 53 38 99 99 – Fax : 01 40 40 90 98
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| Tag: communiqué du mrap rroms de seine saint-denis | OKNOtizie |
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29/08/2011
DALE FARM: TRAVELLERS AT COURT
DALE FARM: TRAVELLERS AT COURT
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TRAVELLERS: Essex council set for ethnic cleansing at Dale Farm
Essex council set for ethnic cleansing at Dale Farm
Tensions are mounting as the August 31 deadline for the forced eviction of up to 400 Travelling people from their homes in Basildon, Essex draws near. Campaigners are appealing for a mass attendance at Camp Constant from now on.
The aim is to show support for the 86 beleaguered families, with 100 children between them, who have been living there peacefully for many years. Ranged against them are Tony Ball, Conservative leader of Basildon Council in Essex, communities minister Eric Pickles, the Essex police and notorious bailiffs Constant & Co. In a joint council and police eviction, the Home Office will be paying half the £9.5m bill.
On the other side of the divide are the nearly 400 Gypsies who have the support of the Gypsy Council, human rights campaigners including Liberal peer Lord Avebury, Amnesty International, as well as many other groups and organisations.
The entire area is due to be sealed off while the police-backed bailiffs do their worst. Oak Road, which runs through the Dale Farm site is to be sealed off at both ends except for access to travellers’ homes. Further closures and no-stopping zones are being introduced. Speed restrictions are planned for the adjacent A127 for up to 18 months while the eviction operation takes place.
There are clear signs that Constant & Co, backed by the Essex constabulary and cheered on by local racists and British National Party members, will have their gloves off during the operation. As Gypsy rights activist Grattan Puxon has warned in the Travellers’ Times:
A dirty, neo-fascist wave, a tsunami of social exclusion is to break over the peaceful Dale Farm community, smashing up lives and drowning the hopes of another generation of Traveller children, presently attending local schools… the ugliest yet act of ethnic-cleansing by a British local authority against an outpost of Europe’s nascent Roma nation.
At a time of huge cuts, when Essex county council is axing 450 jobs and 12 youth centres, why has this council chosen to spend an astronomical £18 million to evict the Gypsy families who have lived peacefully on their site for many years?
It’s clear that Conservatives in Essex feel challenged by rising support for the British National Party shown in recent elections. In Basildon alone 4,000 voters backed the BNP in the last election. You only need to read the comments on the local paper’s website to get a feel for the racist hatred for travelling people. There are those who think that the council’s draconian measures are not extreme enough: “Half a dozen large army bulldozers and a platoon of SAS and it will all be over in half hour”, says one reader.
Last-ditch efforts are being made to avoid the rapidly looming confrontation. Jerzerca Tigani from Amnesty International has pleaded that “the authorities must ensure that their actions do not break international law. They should instead talk to the residents at Dale Farm and reach a negotiated solution.”
Some are taking heart from a victory by a Gypsy who has just won a planning appeal by Basildon . The government inspector reminded the council that it had a duty to provide 62 new pitches for homeless Travellers by the end of this year. But council leader Ball has already shrugged off the inspector’s recommendations in anticipation of the Coalition’s Localism Bill coming into force.
There can be no doubt that the confrontation at Dale Farm, which has been years in the making, is more than an nasty squabble between a Conservative local council and travelling people. It has the makings of a major, military-style operation backed by local and national state forces against a vulnerable group of people who seek only to live in their traditional way.
We have been here before! Mainstream political leaders of all parties seeking to outflank their rivals on the right in ethnic cleansing will stop at nothing. By doing so, they will open the door to even more sinister forces.
Corinna Lotz
A World to Win secretary
26 August 2011
Link: http://www.aworldtowin.net/blog/essex-council-set-for-eth...
GRAZIE
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E TU QUANTI ZINGARI CONOSCI? LA CAMPAGNA "DOSTA" 2011
- Zero Violenza Donne
E TU QUANTI ZINGARI CONOSCI? LA CAMPAGNA "DOSTA" 2011
Zero Violenza Donne Campagna Dosta è un'iniziativa di sensibilizzazione per combattere i pregiudizi e gli stereotipi nei confronti dei Rom e Sinti, promossa dal Consiglio d'Europa e coordinata e finanziata in Italia dall'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ... |
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27/08/2011
Rights chief urges Europe to make stateless Roma citizens
23 August 2011
Source: alertnet.
Megan Rowling
This story is part of an AlertNet special report on statelessness
By Megan Rowling
LONDON (AlertNet) – European governments should grant citizenship to stateless Roma who have resided in their countries for several years or more, beginning with children who were born there, the Council of Europe’s commissioner for human rights said in an interview.
Thomas Hammarberg said Roma who have no nationality, or lack papers to prove it, are even more vulnerable to the social and economic exclusion that affects the wider Roma community, Europe’s largest minority group.
“All Roma in Europe are discriminated against, and the average (Roma) is much behind the average population when it comes to a lot of social indicators – education, employment and housing,” the commissioner told AlertNet. Their life expectancy is 10 years lower than other European Union citizens, he added.
“If they are either not registered at all with the authorities or are stateless, they are disabled further,” said Hammarberg, who is mandated by the Council of Europeto advocate for human rights in its 47 states. The council promotes rights and democracy within Europe.
Without personal identity documents, stateless Roma may be refused hospital treatment, and in some countries, their children cannot gain entry to schools, Hammarberg said.
The break-up of the former Czechoslovakia in 1993 and the former Yugoslavia in 1995 left some Roma without nationality because the successor states regarded them as belonging elsewhere, and introduced legislation that denied them citizenship.
In other cases, Roma did not register in the newly created countries because they missed deadlines or had fled to other parts of the region.
The Kosovo conflict at the end of the 1990s also drove many to leave without official proof of their nationality, making them de facto stateless.
There are no reliable data on the number of stateless Roma, but Hammarberg estimates they could make up at least 70,000-80,000 of a total Roma population of 11.3 million in Europe. Many live in Italy and southeastern Europe, including Bosnia and Herzegovina, Montenegro, Serbia, Slovenia and Macedonia.
Roma, a widely dispersed group originally from India, are often denied basic human rights and are made victims of flagrant racism.
CHILDREN’S RIGHTS DENIED
Often when stateless Roma who have migrated to another country have children, they are not registered at birth despite being entitled to citizenship under international rights agreements.
“I think there are real hidden statistics there,” Hammarberg said.
The commissioner said stateless Roma who have settled in a host country for seven to eight years or more should be granted citizenship there, starting with their children.
“I think the new country should recognise them and take responsibility – they have no chance to go back without real problems,” he said.
Many of those who fled upheaval in the former Yugoslavia and Kosovo have been living in their adopted nations for at least 10 years.
For Roma without proof of identity in their states of origin like Kosovo, where some have tried and failed to obtain copies of lost documents from municipalities, the system should be simplified, Hammarberg said.
It should allow them to declare who they are and their situation, corroborated by two or three witnesses, and then to receive official papers, he proposed.
Few states have taken concrete steps to address the issue. In 1999, the Czech Republic amended a citizenship law that had made tens of thousands of Roma stateless, helping alleviate the problem there.
The commissioner also cautioned politicians against whipping up public enmity towards the Roma – sometimes called gypsies – ahead of elections, as in Italy this May, and making them scapegoats in anti-immigration policies, as in France.
In July 2010, French President Nicolas Sarkozy ordered the dismantling of 300 illegal camps of travellers and Roma across France, and the immediate expulsion of Roma from Bulgaria and Romania who had committed public order offences.
Hammarberg urged European politicians to promote deeper understanding of the Roma plight by explaining their troubled history, but acknowledged this was a challenge in tough economic circumstances.
“It is a very bad time now,” he said. “If we could at least ask the politicians not to exploit the latent prejudices against the Roma.”
Link: http://www.trust.org/alertnet/news/interview-eu-governmen...
thank's
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25/08/2011
rom della toscana per l'inclusione sociale
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| Tag: lettera dei rom all'anci, inclusione sociale dei rom, opera nomadi toscana | OKNOtizie |
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The Letter of Support from European Romani Union (ERU)
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24/08/2011
CSKA Sofia president made racist comments on Roma players
UEFA seized on comments by CSKA Sofia president
Bucharest, 23/08/2011 - The Romanian Council for Combating Discrimination has seized UEFA after "racist" comments made by the president of the Bulgarian football club CSKA Sofia against Roma players, it said Tuesday.
"The National Council for Combating Discrimination (CNCD) took notice with concern about the racist statements of Mr. Dimitar Borisov, the president of CSKA Sofia, regarding the ethnicity of football players from the Steaua Bucharest team", the CNCD president Csaba Astzalos said in a letter sent to the president of the UEFA Michel Platini.
The comments were made last week after the football game between Steaua Bucharest and CSKA Sofia within the Europa League which the Romanian team won 2-0.
"The context in which the words 'garbage' and 'grimy' were used as referring to the team Steaua and in particular to the two players of Roma ethnicity was critical of both Romanians and the Roma community, creating a hostile, degrading, humiliating and offending atmosphere," Astzalos said in the letter obtained by AFP.
According to the CNCD, Borisov said: "Romanians call stars two grimy football players. I would employ them in my company as garbage collectors. They would fit perfectly!".
Bulgaria and Romania counts important Roma minorities. Like in the rest of Europe, ethnic Roma are facing numerous discriminations, according to the European Union and NGOs.
CNCD asked European football's governing body to "take appropriate measures for preventing and combating discrimination" and "to eliminate this type of behaviour".
Link: http://news.yahoo.com/uefa-seized-racist-comments-cska-so...
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23/08/2011
Roma_Daily_News : petition against racial violence in the Czech Republic
Petition against racial violence in the Czech Republic
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17/08/2011
New analogies – Roma beggars and trash
Again I had to close my eyes, because I couldn’t bear the sight of what I was seeing.
“Roma and trash to be sent away from Kalasatama”, the headline in a free-distribution newspaper declared.
“City uses skip to speed up departure of beggars”, was another headline that hit me in the face.
Don’t these editors and journalists think at all? For decades, the media in Finland has not had anything to say about Finnish Roma unless a crime has been involved. “Roma = crime” the headlines proclaim.
Now it seems that Roma equals trash – waste.
Hidden racism, the unquestioned point of view of officials, and the familiar, unchecked clichés of Roma beggars build an increasingly robust space for racism, pillar by pillar, and story by story.
In a survey of journalism students these young do-gooders stated almost unanimously that uncovering wrongdoing and fighting injustice were reasons why they went into their chosen profession.
Once at work they do not seem to be interested in any deeper story than whether or not the Roma left Kalasatama, or if they came back, and to wonder what will be seen the following week.
Events at Kalasatama are followed in a detatched manner – quite superficially, without going into causes or effects, and without questioning the writer’s own pen.
One can imagine that a reason that might be given for this would be a lack of time and resources – there isn’t enough time and there aren’t enough journalists. So then, don’t publish anything?
Social porn is distributed in buses, the metro, and at transport hubs. One instalment follows another, and the papers do not bother to put a single question to themselves, or to their readers.
The fate of the poorest people in Europe is offered to the readers as if it were a soap opera. The misery of the Roma has only entertainment value.
Racism is spreading its mycelium and Europe remains silent without blinking an eye.
One word would be enough: Stop!
Let’s put that in our minds, and in the headlines.
Helsingin Sanomat
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28/06/2011
ROMEA helping victims of discrimination and hate violence in Czech Republic
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| Tag: romea helping victims of discrimination and hate violence in cze | OKNOtizie |
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25/06/2011
Toscana: Progetto "per l'inclusione ed il rimpatrio assistito dei Rom (??!!)
Comunicato Stampa
Firenze 22 giugno 2011
Apprendiamo dai quotidiani che il Progetto "per l'inclusione ed il rimpatrio assistito dei Rom" Istituito dall'Assessore Allocca della Regione Toscana, Comune di Firenze e Sesto Fiorentino, Caritas Onlus di Firenze ammonta alla cifra di 400.000 euro come scritto sul Bollettino Regionale n. 18 del 4 maggio 2011.
E' paradossale usare il termine Inclusione in un progetto che prevede il rimpatrio di una intera comunità formata da Cittadini Europei.
La comunità Rom di Firenze e Sesto Fiorentino ha subito negli ultimi tre anni 4 sgomberi forzati da parte della Questura e Prefettura di Firenze. Il 16 gennaio 2010185 cittadini europei di nazionalità Rumena ed etnia Rom furono messi in pieno inverno sulla strada, le loro baracche distrutte e rase al suolo senza nessuna alternativa. Da allora sono state 5 le massicce operazioni di Polizia sul Campo Rom di Quaracchi. Decine i fermi nella Questura di Firenze dei Cittadini Rom, decine le espulsioni della Prefettura, decine le denunce per occupazione di terreni operate dalla Digos. Numerosissime le operazioni notturne sul territorio della Provincia di Firenze per sottrarre le coperte e gli averi alle Famiglie anche in pieno inverno. La Persecuzione non ha conosciuto un attimo di sosta e non si è fermata neanche di fronte ai neonati, ai bambini, alle donne incinta, agli anziani, ai disabili, ai malati.
Il 16 giugno il Campo Rom di Quaracchi viene raso al suolo. La presenza dell'Amianto è solo una scusa per le Istituzioni Fiorentine.
ha un solo obiettivoL'operazione fortemente voluta dal Sindaco di Sesto : cacciare i Rom.
Lo dimostra il fatto che ad oggi, l'Amianto non è stato bonificato e la salute dei cittadini di Quaracchi è sempre a rischio.
La bonifica c'è stata ma verso gli esseri umani.
Alle famiglie Rom viene offerta una sola possibilità: "rimpatrio assistito" in Romania
Sono decine le famiglie che si oppongono, che non vogliono tornare, affermano e difendono la direttiva 2004/38/CE.
In Europa c'è la liberta di circolazione. Le richieste di Residenza presentate al Comune di Sesto Fiorentino dai cittadini Rom del Campo di Via del Ponte a Quaracchi 72 non ricevono risposta se non dinieghi, preavvisi di rigetto, alcune domande spariscono nel nulla.
Numerose famiglie si presentano agli uffici della Caritas per essere censite. Molte famiglie vengono rifiutate e cacciate indietro.
Solo 50 cittadini Rom accettano con tristezza ed a malincuore di tornare in Romania.
Le altre famiglie senza nessuna alternativa offerta rimangono sul territorio della Provincia di Firenze.
La caccia al Rom continua. La sera del 20 giugno 2011 la Polizia di Firenze arriva nei giardini sotto il Ponte all'Indiano sequestrando le coperte, le masserizie e tutti gli averi delle famiglie. I bambini rimangono senza neache una copertina.
Alcuni Rom di Quaracchi vengono ricoverati negli Ospedali di Firenze per le precarie condizioni di salute.
Opera Nomadi Toscana continua incessantemente a segnalare alle Istituzioni Fiorentine ed alla stessa Caritas l'Emergenza Umanitaria in corso nel Comune di Firenze e Sesto non ottenendo nessuna risposta positiva e di inclusione.
Il direttore della Caritas Martini negando l'evidenza e continua a ripetere che nessuno rimarrà per la strada.
L'Assessore al Welfare della Regione Toscana Salvatore Allocca difende l'operazione.
Sono sette giorni che le famiglie Rom di Quaracchi dormono per le strade di Firenze e Sesto,.
Quello che sta succedendo nella Provincia di Firenze è di una gravità inaudita.
L'operazione messa in atto dalle Istituzioni coinvolte è un vero e proprio Pogroom anti Rom.
La Caritas di Firenze sta coprendo il Pogroom anti Rom presentandosi come associazione di volontariato.
Il Protocollo firmato con i Comuni prevede invece 25.116 euro per il personale di accompagnamento.
La Caritas di Firenze non ha mai prestato nessun tipo di assistenza alle famiglie Rom di Quaracchi nel corso di questi anni,
la stessa Croce Rossa di Firenze nonostante fosse state esplicitamente un aiuto non ha mai prestato il minimo di assistenza.
Dove sono i 400.000 euro destinati ai Rom?
Dove e quali sono i Progetti scritti dalla Caritas per l'inclusione dei Rom?
La beffa subita dai cittadini Rom è evidente. Baracche distrutte, nessun posto dove dormire la notte.
Opera Nomadi Toscana denuncia il Razzismo dei Sindaci Gianassi e Renzi.
La Politica di queste amministrazioni oltre a non risolvere la grave emergenza umanitaria alimenta il razzismo. l'intolleranza, il degrado sociale ed umano. Continuiamo a rivolgersi alle Istituzioni ed al Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi: "chiediamo l'apertura di un centro di Protezione Civile,
Chiediamo un tavolo istituzionale che veda la partecipazione delle Associazioni che lavorano con i Rom come Opera Nomadi Toscana.
Opera Nomadi Toscana è una associazione di autodeterminazione composta e costruita dagli stessi Rom.
Nessun progetto può determinarsi ed avere successo senza la partecipazione diretta degli stessi Rom.
Intanto la solidarietà vera e diretta con i Rom vede il coinvolgimento diretto di Pax Cristi e dell'Associazione Libera che hanno organizzato una serata di vicinanza ed accoglienza con gli stessi Rom alla Casa della Pace il 1 luglio 2011. Invitiamo tutta la popolazione, le istituzioni, i partiti, le associazioni, i liberi cittadini ha costruire comunanza e solidarietà con le famiglie Rom. Una serata di amicizia e conoscenza diretta con la comunità Rom di Firenze e Sesto, una occasione per andare oltre gli stereopiti e la discriminazione ed avviare veri progetti educativi di inclusione sociale per tutti.
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