29/02/2012
I Rom di via Rubattino - Una scuola di solidarietà
Una scuola di solidarietà
Giovedì 8 marzo, ore 20, Galleria - Cascina Cuccagna
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Intercultura: riflessioni per operare nelle nostre scuole
Quali realtà sociali autorizzano a parlare di differenze culturali? Accogliendo alcune proposte frutto di riflessione e dati di esperienza quotidiana[1] si possono distinguere diverse logiche della differenza culturale. In alcune società vi sono gruppi che si sono costituiti prima ancora che si formasse la società maggioritaria; è questo il caso degli aborigeni australiani o delle popolazioni precolombiane in America. La loro identità culturale preesisteva alla società che si é formata in seguito. Diverso e di altro tipo e il caso di quei gruppi che si sono costituiti da molto tempo all'interno di una società ma hanno corso il rischio di sparire quasi completamente per la politica centralista degli Stati nazionali o per la scomparsa di nicchie di mercato indispensabili per la sopravvivenza di particolarismi culturali. E`evidente come il caso degli Zingari e dei Viaggianti partecipi di questa tipologia.[2] In epoca ancora tardo medievale il loro viaggio é stato accolto come pellegrinaggio. Gli Zingari hanno usato a loro favore questa tolleranza verso i pellegrinaggio religioso o penitenziale chiedendo salvacondotti per recarsi ai luoghi rituali. In epoche successive, il nomadismo, spesso circoscritto ad alcune regioni, permetteva di esercitare diversi mestieri: stagnini, venditori e fabbricatori di cesti, utensili per la casa e l'egricoltura, narratori di storie e burrattinai, arrotini e venditori di biancheria.
Come altri portatori di identità culturali minoritarie di antica presenza in Europa anche gli Zingari chiedono oggi, attraverso le loro associaziani, di essere riconosciuti.
Una ulteriore dinamica nella formazione della differenza culturale si osserva in tema di immigrazione. Sembra evidente ammettere che trattandosi di persone che vengono da fuori, gli immigrati portino una differenza culturale di spessore storico e culturale arcaico. Ma spesso non è così. Sta a noi insegnanti imparare a leggere la differenza nei gesti e nelle manifestazioni in cui si esplicita. Non è portatore di differenza allo stesso modo chi emigra lontano dal proprio Paese dopo aver già vissuto una emigrazione interna. E' diverso l'impatto di chi lascia una grande metropoli asiatica o africana per emigrare in Occidente dopo aver lasciato anni prima, l'intera famiglia e il villaggio originario. A volte giunge a noi l'ultimo stadio della cultura di origine già mediato dall'impatto con l'industrializzazione ed i processi di 2 produzione capitalisti. Si tratta di immigrati molto diversi tra loro, le modalità di incontro non possono essere della stessa natura pur se il Paese di origine é il medesimo.
Nelle nostre società sono poi in atto meccanismi specifici che producono la differenza culturale; si inventano tradizioni, si producono vere e proprie mitologie , si inventa un passato con vaghi riferimenti alla storia, si producono differenze regionali, si sono prodotte nuove identità nel rapporto tra i sessi, anche la menomazione fisica e la condizione di malato (si pensi all'Aids) producono differenze culturali. Rispetto a questa produzione di differenze su scala regionale o piú vasta si registra tuttavia un dato di precaria stabilità con processi di frammentazione e ricomposizione identitaria.
Nella pratica professionale ci è capitato troppe volte di interrogarci su come operare senza poter iscrivere i comportamenti plausibili in un quadro organico di valori e modelli. Che fare? Come accogliere la diversità delle nostre scolaresche e come vivere il rapporto con i genitori, come aiutare i giovani allievi a leggere criticamente proposte di identificazione emanate da agenzie infinitamente più potenti della scuola e perfino della famiglia.
I problemi generati dalla differenza culturale hanno suscitato una reazione che oggi potremmo collocare tra le risposte storiche al problema: quella assimilazionista. Le differenze culturali possono essere vissute nel privato, ma nello spazio pubblico esse non hanno alcuno spazio; gli individui sono programmaticamente liberi ed uguali e non occore concedere spazi pubblici per esprimere identità collettive particolari. In questa ottica non vi è spazio per una pedagogia interculturale. Ve ne é sicuramente di piú in quelle società che, fiduciose in se stesse, in pace al proprio interno, concedono spazi pubblici alle differenze culturali (luoghi di culto, scuole gestire da immigrati, centri culturali) puchè non provochino alcun conflitto. Basta poco perchè queste consessioni di illuminata tolleranza vengano revocate in occasione di momenti economici difficili o dinanzi a tensioni sociali.( vedi la tensione crescente dopo l’11 Settembre)
Le comunità immigrate spesso propongono al proprio gruppo un modello in cui rinchiudersi, all'interno del quale vivere secondo le proprie leggi: il comunitarismo. Gli individui vivono nel gruppo, sono soggetti al gruppo, obbediscono al gruppo. Questa logica é stata spesso scelta dagli Zingari. Innegabile che i giovani e spesso le donne non possano, in una siffatta gestione del gruppo, vivere da soggetti liberi. La scuola spesso ha aperto una istanza conflittuale nella logica comunitarista e non sempre offrendo un modello didattico autenticamente rispettoso della differenza culturale, tale da incrinare la validità difensiva del modello comunitarista. Vi sono poi oggi mille altre ragioni per combattere questa chiusura se essa significa rivendicare l'esclusione delle bambine dalla scuola pubblica o le mutilazioni fisiche.
Ma è possibile una intercultura democratica? Se rifutiamo l'assimilazione in nome del fatto che essa nega le identità collettive, se rifiutiamo il comunitarismo perché produce ghetti e non rispetta i Diritti Umani, se non ci basta che le differeze culturali siano tollerate ma riconosciute, cosa è possibile? Quale pedagogia è possibile? Come coniugare tutto questo nella scolarizzazione degli Zingari e dei Viaggianti?
Conosciamo una risposta teorica e puó essere una pratico punto di partenza: bisogna estendere la democrazia alla considerazione della differenza culturale a condizione che essa rispetti i valori universali. Declinando il problema in termini di impegno istituzionale si tratta di integrare la dimensione culturale e la dimensione sociale. Le istituzioni devono riconoscere l'esistenza delle minoranze, non solo perché apportano differenze culturali ma perché sono gruppi che hanno problemi sociali particolari, se sono esclusi dal mercato del lavoro difficilmente riescono a far studiare i propri figli, hanno difficoltà ad ottenere un alloggio (e in questa ottica il caso degli Zingari é simile a quello delle nuove ondate di migranti). In pratica le istituzioni, come la scuola, si fanno carico del riconosccimento della differenza culturale e del superamento della disuguaglianza sociale. Le istituzioni, non il volontariato. In Europa si muove in questa direzione, per esempio, la citttà di Frankfurt a.M. che ha istituito un Ufficio per le relazioni multiculturali.
Conosciamo altri modelli e parametri di comportamento. Negli Stati Uniti, una serie di iniziative sono definite come: affermative action e politically correct. Sono iniziative a favore di gruppi svantaggiati: piú neri all'università, agevolazioni all'imprenditoria dei non-bianchi. Ma è giusto un che la differenza culturale sia presa in considerazione stabilendo prima che si sia o no maltrattati? Altra questione è quella dell'insegnamento delle discipline con attenzione al modo in cui trattiamo le culture e i valori di cui sono portatrici. Si pensi alle lingue, alle letterature, alla storia. Può bastare la correttezza politica del lessico separatamente dalla conoscenza rispettosa della dimensione sociale e culturale? Come trattiamo a scuola, nella quotidianità concreta, gli allievi espressione di quelle minoranze o culture che ci accingiamo a trattare con accenti e sfumature linguistiche corrette? L'esperienza ci insegna che è importante imparare a dibattere democraticamente ogni volta che differenze colletive richiedono di essere riconosciute. Si tratti della Padania di Bossi o dell'Islam degli immigrati deve restare chiaro che si rispettano le leggi, i valori universali. Le differenze culturali possono coesistere all'interno di una società e gli individui possono riconoscersi nelle loro radici (mentre inevitabilmente acquisiscono progressivamente nuove identità) a condizione di poter coniugare senza fratture i valori universali con la propria identità collettiva.
da http://www.vurdon.it/intercultura.htm
grazie
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Romania Tiganeasca
Da Rom e Sinti in Italia e nel mondo
Partendo per la Romania, ho avuto la sensazione di imbarcarmi in un'avventura assurda, fuori dal tempo, quell'avventura che sognavo da parecchio.
I metodi poco limpidi per arrivarci di certo non mi tranquillizzavano, quelli che la mia famiglia Rom chiamava 'pullman per la Romania' altro non sono che auto grandi (tipo l'Ulysse o auto/furgoncini simili) guidati da questi soggetti che passano la loro vita a fare avanti - indietro tra Bologna e Craiova... una scenetta da prime pagine dei giornali sul tema dell'immigrazione. Ma partiamo dall'inizio.
Ho conosciuto la mia famiglia Rom mesi fa, ad una festa nel parco dietro casa mia, abito alle periferie di Bologna e ci sono dei posti molto carini che purtroppo, essendo fuorimano, non vengono sfruttati. Ci sono state iniziative molto belle, ho fatto un corso di cucina Rumena dove ho conosciuto Irina, la mamma delle mie future amiche, poi alla festa serale ho conosciuto e ballato con Rebecca, Cirasela e Adelina e da quella sera ci siamo viste praticamente tutti i giorni, per mesi.
leggi tutto qui: http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=5013
ciao
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Partito il progetto Com.In.Rom
Partito il progetto Com.In.Rom
Un fitto calendario di incontri - Napoli (20 gennaio), Bari (24 gennaio), Lecce (2 febbraio), Palermo (16 febbraio), Reggio Calabria (21 febbraio), Catanzaro (24 febbraio) e Crotone (29 febbraio) - hanno segnato l'inizio del progetto "Com.In.Rom - Accrescere le competenze degli operatori sul fenomeno Rom", realizzato dal Consorzio Nova con la collaborazione, tra gli altri, del CNCA. È forte la consapevolezza che ci si muove su un tema, un fenomeno, una realtà - quella delle condizioni di vita e di integrazione della popolazione Romanì in Italia (per il progetto in alcune regioni del Sud) - densi di significati, simboli, conflitti, visioni o semplicemente carichi di un marcato deficit di conoscenza e di pubblica attenzione.
Leggi l'articolo che Giovanni Laino, dell'Associazione Quartieri Spagnoli di Napoli, ha pubblicato su "la Repubblica-Napoli" per presentare il progetto
da newsletter cnca
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Governo, nuove norme a favore dei #Rom
Governo, nuove norme a favore dei Rom
Scoppia la polemica per gli interventi a favore degli immigrati - Il Governo ha annunciato che nei prossimi giorni saranno varate nuove norme per quanto riguarda l’immigrazione. Secondo il Ministro dell'Integrazione e della Cooperazione, Andrea Ricciardi, la prima cosa da fare è di allungare la durata dei permessi di soggiorno, così da spalmare la nuova tassa introdotta da gennaio 2012 e che non è stata possibile eliminare.
Durante un’audizione davanti al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, Ricciardi ha poi chiarito che la situazione sui permessi di soggiorno “andrà sicuramente in Parlamento”. Ma il Governo ha anche un Piano Rom. Si tratterebbe di modificare alcuni aspetti come ad esempio scuola, lavoro, casa e accesso alle cure, che finora sono poco accessibili ai nomadi.
Infine si punterebbe all’eliminazione della tassa sui trasferimenti di denaro fuori dall’Italia da parte degli stranieri irregolari. Sappiamo tutti che era obbligatorio pagare un’imposta dello 0,2% sul totale delle rimesse. Nel decreto semplificazioni, questa tassa verrà eliminata.
da http://www.immigrazione.biz/3875.html
Mercoledì, 29 Febbraio 2012 - a.p.
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“Il vicino di casa? Non sono razzista ma non lo voglio rom”
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Scuola, lavoro, salute, casa: per i rom una strategia d’inclusione
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28/02/2012
suglizingari.it
Sugli Zingari
articoli, libri e film sulle tracce dei rom ai margini delle città
grazie
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I SINTI, UNA STORIA DIMENTICATA, VOCI E MEMORIE DI UN POPOLO INVISIBILE
4.2.2012
Mercoledì 8 febbraio 2012 @ Enolibreria da Jurka al Cinemafutura
Presentazione del documentario "Minor Swing - Storie sinte" e dibattito con Alessandro Held, vicepresidente Associazione Sinti del Trentino
e Oscar Gabrielli, membro della consulta provinciale trentina Rom e Sinti
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Alle 20.00
Presentazione del documentario "Minor Swing - Storie sinte" (http://www.progettosinti.org/)
a cura dell'associazione LXL (http://www.inventati.org/elleperelle )
Qui trovate il trailer (http://vimeo.com/19206149)
A tutti i presenti verrà offerta gratuitamente una copia del DVD
Sono 14, vivono in Trentino Alto Adige da generazioni e i loro antenati arrivarono in Europa dall’India secoli fa. Sono Sinti, stanno nei campi nomadi, nelle aree abusive o in appartamento e ci hanno raccontato le loro storie. E’ arrivato il tempo di ascoltare.
“Minor Swing - storie sinte” propone 14 testimonianze raccolte tra Trento e Rovereto, 14 spaccati di vita quotidiana fuori e lontano dai luoghi comuni in voga nella politica e nei media. Storie normali e proprio per questo straordinarie, che parlano di musica, tradizioni, memoria, lavoro, famiglia, matrimonio e tanto altro.
“Minor Swing - storie sinte” è anche un documentario, un breve racconto introduttivo alle interviste che tratteggia - insieme ad alcuni ritratti - anche i contorni della presenza storica dei gruppi tzigani nella nostra regione, proponendo documenti emersi nel corso della ricerca storica che ha accompagnato il progetto.
Il DVD contiene infine, oltre ai documenti storici e alla possibilità di navigare per temi all’interno delle interviste, anche gli sguardi sulla cultura dei Sinti offertici da quattro studiosi.
Una domanda percorre questa videoricerca: qual’è il posto riservato ai Sinti dalla nostra società?
CHI HA PAURA DELLE MICROAREE ?
Dopo l'approvazione da parte del Consiglio provinciale della legge che dà il via libera alla costruzione di microaree (appezzamenti di terreno attrezzati per accogliere una famiglia allargata di Sinti), il percorso per dare una risposta ai bisogni abitativi dei Sinti sembra essersi arenato nelle secche della politica. Perché?
Intervengono:
Alessandro Held, vicepresidente Associazione Sinti del Trentino, membro della consulta provinciale trentina Rom e Sinti
Oscar Gabrielli, membro della consulta provinciale trentina Rom e Sinti
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Roma: ancora sgomberi illegali di #rom e #sinti
Riprende, dopo il freddo, il piano sgomberi di Roma Capitale. L'Associazione 21 luglioprepara il lancio di un appello nazionale contro gli sgomberi dei rom e sinti a Roma. Hanno già aderito, come primi firmatari, intellettuali, scienziati e artisti.
Nei giorni scorsi il Comune di Roma ha ripreso il piano degli sgomberi che ha coinvolto le comunità rom e sinte della capitale. Si tratta della prima importante azione successiva alla sentenza del Consiglio di Stato che aveva dichiarato la «illeggittimità» dello stato di emergenza riferito alla presenza degli «insediamenti di comunità nomadi».
Venerdi 24 febbraio le forze di polizia hanno proceduto allo sgombero di un insediamento informale in zona Laurentina – Acqua Acetosa Ostiense e alla distruzione di alcune abitazioni abitate da famiglie rom in zona Tor Sapienza. Lunedi 27 febbraio sono state abbattute una dozzina di baracche vicino all'insediamento di via del Baiardo e circa 60 persone tra cui donne e bambini sono state allontanate. Il presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori le ha definite «presenze invadenti e sgradevoli». Prosegue anche oggi la distruzione delle abitazioni in prossimità di via del Baiardo.
L'Associazione 21 luglio ha più volte segnalato come le azioni di sgombero condotte dalle autorità romane fossero svolte in maniera illegale e senza rispettare quanto stabilito da norme e convenzioni internazionali. Recentemente autorevoli voci hanno denunciato le gravi violazioni riscontrate in Italia.
Nel gennaio 2012, il Comitato Europeo dei Diritti Sociali ha constatato come la situazione dell'Italia non è conforme all'articolo 31 (Diritto all’alloggio) della Carta Sociale Europea. Per il Comitato infatti «le misure prese dalle autorità pubbliche [ndr. italiane] per migliorare le condizioni di abitative particolarmente precarie per la maggior parte dei Rom in Italia sono inadeguate», «le iniziative intraprese per ridurre il numero dei senza-fissa dimora sono insufficienti» e «le operazioni di polizia negli insediamenti rom e sinti non sono state condotte nel rispetto della dignità delle persone e i soggetti responsabili della distruzione degli oggetti personali (...) non sono stati sempre oggetto di inchieste ne, una volta identificati, sono stati condannati per le loro azioni».
Anche la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI), in un rapporto pubblicato il 21 febbraio 2012, ha esortato «le autorità italiane a garantire a tutti i rom che possono essere sgomberati dalle loro abitazioni il rispetto di tutte le garanzie previste dal diritto internazionale in materia» sottolineando «che le persone interessate devono essere avvertite preventivamente di ogni progetto di espulsione dalle loro abitazioni e devono godere di una protezione giuridica adeguata, né devono essere espulse dalle loro abitazioni senza che sia offerta loro la possibilità di essere rialloggiate in abitazioni decenti».
L'Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione per le azioni che l'amministrazione comunale sta attuando negli ultimi due anni allontanando, in più di 400 sgomberi forzati e con un altissimo costo economico (più di 6 milioni di euro), le comunità rom dagli insediamenti informali con il fine esclusivo di spostarle da una parte all'altra della città fino al successivo, inutile, inefficace e illegale sgombero.
Per questa ragione l'Associazione 21 luglio, domenica 4 marzo alle ore 18,00, presso il teatro Valle Occupato di Roma, lancerà un appello nazionale: "Il diritto all'alloggio non si sgombera". All'appello, come primi firmatari, hanno già aderito intellettuali italiani, scienziati e artisti riconosciuti e apprezzati per il loro impegno sociale. L'appello promuove una mobilitazione della società civile italiana contro le azioni che il Comune di Roma, violando i più elementari diritti umani e incurante delle raccomandazioni europee, sta pianificando da tempo contro le comunità rom e sinte.
Foto di Alessandra Quadri
da agoravox
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news on #roma and #sinti (kosovo 2012, france...)

kosovo 2012
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Roma im Kosovo und Serbien Unerwünscht und abgedrängt an den Rand der Gesellschaft Eines fällt besonders auf bei unseren besuchen verschiedener Roma-Familien in Serbien und Kosovo: Niemand hat eine feste Arbeitsstelle. Manche schlagen sich täglich mit...

A Bouguenais, les 40 familles Roms ont quitté leur terrain - Bouguenais - PresseOcean.fr
www.presseocean.fr
A Bouguenais, les 40 familles Roms, installées depuis un an à La Neustrie, non loin du périphérique, ont quitté les lieux, mercredi dernier.
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27/02/2012
SASTIPEN - EUROPEAN NETWORK FOR DRUG ABUSE AND HIV/AIDS PREVENTION IN THE ROM COMMUNITY
La rete SASTIPEN offre uno spazio di incontro, riflessione e interscambio di esperienze e buone pratiche, una base da cui attivare azioni tese al miglioramento della qualità di vita e la salute delle comunità zingare, attraverso l'intervento in particolare sulle tossicodipendenze e sull'HIV/AIDS.EUROPEAN NETWORK FOR DRUG ABUSE AND
HIV/AIDS PREVENTION IN THE ROM COMMUNITY
http://www.gitanos.org/sastipen/healt01/sastipen/italian....
GRAZIE
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#ROM/SINTI - Istruzione, lavoro, salute e alloggio: ecco la strategia d'inclusione del governo
| Mon, 27 Feb 2012 10:14:00 +0200 |
| ROM/SINTI - Istruzione, lavoro, salute e alloggio: ecco la strategia d'inclusione del governo |
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Gli sgomberi nei campi #Rom Milioni spesi e diritti violati
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George Cziffra - Liszt Hungarian Rhapsody No.6
György Cziffra (Budapest, 1921 -Senlis, Francia 1994) fue uno de los más grandes pianistas de la historia de la música. Este gitano húngaro, nacido en una familia de músicos, empezó a actuar desde chiquitico y a los 9 años fue admitido en la Academia Franz Lizst de Budapest. Después de la II Guerra Mundial pasó 3 años en los campos de trabajo por su oposición al régimen soviético. ...Visualizza altro
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26/02/2012
presentazione del libro SPERANZA di Antun Blazevic
-
"Tristezza ironica, gioia di vivere e speranza sono i fili conduttori che accompagneranno il lettore in questo viaggio. Racconti e poesie si alterneranno con vivace ritmicità e sono lì a testimoniare la quotidianità di questo popolo, i Rom, che può insegnare ciò che nel nostro mondo di è dimenticato: la verità semplice di chi non ha niente, la cui unica ricchezza sono le proprie tradizioni e la propria cultura."
PRESENTAZIONE DEL LIBRO "SPERANZA"
CON L'AUTORE ANTUN BLAZEVIC
SABATO 10 MARZO ORE 19,30
REBEL STORE
VIA DEI VOLSCI 41
SAN LORENZO, ROMA
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lavori forzati per i #rom in ungheria?
Fabrizio Casavola Da http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4746
(settembre 2011):
in Ungheria sta facendo molto discutere il piano governativo di "assicurare" un lavoro
obbligatorio ai Rom disoccupati, pena la perdita dei benefici sociali. A qualcuno
ricorda i primi anni del New Deal di Roosevelt, ma già ci sono polemiche sulle
condizioni di lavoro e sulle paghe e si parla di "lavori forzati"
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Mahalla newsletter - Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo
Il laboratorio veneto del 25/02/2012 @ 09:28:24 - immagine da lussuosissimo.com La recente vicenda della commessa che a Vicenza ha esposto un cartello per vietare l'ingresso "AI ZINGARI" ha sollevato diverse e comprensibili reazioni. Come succede spesso, il rischio e' che in una settimana il silenzio subentri al clamore; sottopongo allora ai pazienti lettori alcune riflessioni...
Romania del 20/02/2012 @ 09:19:22 - Tzigania Tours (TzT) e' un'organizzazione senza scopo di lucro, che porta il turismo nelle comunita' rom tradizionalmente ostracizzate di Ro...
Omicidio Savarino: secondo test DNA, Remi Nikolic e' minorenne. Ma per il tribunale di Milano deve restare a San Vittore del 20/02/2012 @ 09:40:12 - Giornalismi.info L'avvocato del ragazzo italiano: "rispetto per la vittima, ma va fatta giustizia, e' competente il tribunale dei minori"...
Just the Wind del 21/02/2012 @ 09:15:27 - CLOSE UP Pubblicato il 17 febbraio 2012 da Giovanella Rendi Tra il 2008 e il 2009 in Ungheria sono stati commessi numerosi atti di violenza nei confronti della comunita' rom. Delle 55 persone coinvolte, 6 sono rimaste gravemente ferite e 5 sono morte...
Vicenza 2012 o Svizzera 1958 del 22/02/2012 @ 09:20:37 - La notizia e' stata resa pubblica l'altroieri da Il Giornale di Vicenza, VicenzaToday e da TMnews immagine da Giornalettismo questa invece viene da L'Orda...
Bulgaria del 23/02/2012 @ 09:37:57 - Da Bulgarian_Roma. Segnalazione precedente QUI GreenLeft Jock Palfreeman in prigione a Sofia, 2009. Photo: Freejock.com - Thursday, February 16, 2012 Nel dicembre 2009, il ventitreenne australiano...
Qualche rom si e' fermato italiano del 24/02/2012 @ 09:31:14 - Domenica 26 febbraio alle ore 19.30, presso l'Obra Cultural, il Cantiere Sociale de l'Alguer presenta "Qualche Rom si e' fermato italiano"...
Borse, trapunte, portatorte, tovaglie, cappelli del 24/02/2012 @ 09:42:51 - SARTORIA JELESAN Milano, domenica 26 febbraio, dalle 8.30 alle 13.30, al mercato della Bovisa, nel piazzale del parcheggio vicino alla Scighera Venite a trovarci...
"INDIGNADOS" al Festival di Berlino, grazie a un gitano, Tony Gatlif del 26/02/2012 @ 09:25:11 - Baxtalo's Blog Con una cinepresa in spalla, il cineasta franco-algerino Tony Gatlif si e' messo in mezzo alla folla degli "indignados" della primavera europea del 2011 i quali, a partire degli atenei di Madrid...
Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)
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25/02/2012
vauro su grillo contro rom

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#Roma_Daily_News at Yahoo! Groups
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#Roma Solidarity News
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#Roma Buzz Monitor (news on #) roma people
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| Sat, 25 Feb 2012 15:21:35 +0000 |
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‘I’m a Roma Gypsy’ by Henry McKean looks at the Roma community in Ireland |
| Sat, 25 Feb 2012 10:10:37 +0000 |
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| Sat, 25 Feb 2012 10:08:57 +0000 |
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| Sat, 25 Feb 2012 10:06:29 +0000 |
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| Sat, 25 Feb 2012 10:05:45 +0000 |
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Il laboratorio veneto
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24/02/2012
#ROM/SINTI - Cancellieri: "Piani nomadi nelle grandi città vanno avanti"
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ROM/SINTI - Cancellieri: "Piani nomadi nelle grandi città vanno avanti" |
| Fri, 24 Feb 2012 12:47:00 +0200 |
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| Tag: #romsinti - cancellieri: "piani nomadi nelle grandi città vanno | OKNOtizie |
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Campi di concentramento: parla Giacomo De Bar (#sinti)
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Minor Swing - Storie sinte
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| Campi di concentramento: parla Giacomo De Bar |
| Fri, 24 Feb 2012 08:37:05 +0000 |
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| Tag: campi di concentramento: parla giacomo de bar (#sinti) | OKNOtizie |
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news da #roma buzz monitor
| Roma Buzz Monitor |
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Fri, 24 Feb 2012 11:56:02 +0000
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| Les Roms, poil à gratter des chrétiens en politique |
| Fri, 24 Feb 2012 11:55:18 +0000 |
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| Fri, 24 Feb 2012 11:53:55 +0000 |
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FERYP Call for the study session from 15 – 22 April 2012, Strasbourg !!! |
| Fri, 24 Feb 2012 07:58:52 +0000 |
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| Fri, 24 Feb 2012 07:46:04 +0000 |
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| Fri, 24 Feb 2012 07:45:23 +0000 |
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DOJ Anti-Human Trafficking Training and Technical Assistance for Tribal Law Enforcement Grant |
| Fri, 24 Feb 2012 07:44:39 +0000 |
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Hungarian State officials remember Roma murder victims in Tatárszentgyörgy |
| Thu, 23 Feb 2012 16:58:10 +0000 |
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| Thu, 23 Feb 2012 15:08:48 +0000 |
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| Thu, 23 Feb 2012 14:23:29 +0000 |
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L'Assemblea elettiva della Federazione #Rom e #Sinti Insieme
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news da mahalla (#rom)
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SCORRI LA COLONNA DI SINISTRA - SCROLL THE LEFT COLUMN
Da ora in poi scorrendo fino in fondo la colonna di sinistra troverai gli aggiornamenti quotidiani di molti siti interessanti.
From now on, scroll to the bottom of the left column and you will find daily updates of many interesting sites.
A partir de maintenant, faites défiler vers le bas de la colonne de gauche et vous trouverez des mises à jour quotidiennes de nombreux sites intéressants.
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emergenza freddo a trento (#sinti)
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| Ma il sindaco Andreatta non doveva sistemare tutto? |
| Thu, 23 Feb 2012 22:43:52 +0000 |
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