30/11/2011
Amnesty International: “finita l’emergenza, è tempo per i diritti dei rom”
Amnesty International: “finita l’emergenza, è tempo per i diritti dei rom”
MILANO. Le autorità italiane devono agire immediatamente per contrastare la discriminazione nei confronti dei rom e fornire un rimedio a coloro che sono stati colpiti dalle massicce violazioni dei diritti umani commesse sulla base di un illegittimo stato d’emergenza. La richiesta di Amnesty International arriva pochi giorni dopo che il Consiglio di Stato, il piu’ alto organo di giustizia amministrativa in Italia, ha dichiarato illegittimo il decreto governativo del 2008 che aveva dato il via allo stato d’emergenza in relazione agli insediamenti “nomadi” (la cosiddetta “emergenza nomadi”).
Un rapporto presentato oggi dall’organizzazione per i diritti umani, dal titolo “’Tolleranza zero verso i rom’: sgomberi forzati e discriminazione contro i rom a Milano”, descrive come, in base all’“emergenza nomadi”, le autorita’ abbiano potuto chiudere campi autorizzati e non autorizzati di Milano, in deroga alle norme che proteggono i diritti umani.
“Dichiarare uno stato d’emergenza su basi infondate nei confronti di una minoranza etnica e mantenerlo in vigore per tre anni e mezzo e’ stato uno scandalo. L’“emergenza nomadi” era illegale e discriminatoria in base al diritto internazionale dei diritti umani e non avrebbe mai dovuto essere dichiarata” – ha affermato Valentina Vitali, ricercatrice sull’Italia del Segretariato Internazionale di Amnesty International.
“In base all’“emergenza nomadi”, le autorita’ hanno potuto eseguire sgomberi forzati impunemente. Ora il governo di Mario Monti deve favorire un’inversione di rotta. Deve fornire rimedi a tutte le persone colpite dagli sgomberi forzati e da altre violazioni dei diritti umani. Deve porre i diritti umani in cima alla sua agenda” – ha proseguito Valentina Vitali.
Nel maggio 2008, il governo italiano ha dichiarato uno stato d’emergenza in relazione agli insediamenti delle comunita’ “nomadi” in tre regioni, tra cui la Lombardia, per affrontare quella che considerava “una situazione di grave allarme sociale, con possibili ripercussioni in termini di ordine pubblico e di sicurezza per la popolazione locale”.
L’emergenza faceva riferimento agli insediamenti “nomadi” ma in realtà ha preso di mira le comunità rom, la maggior parte delle quali non e’ “nomade”. Il 16 novembre 2011, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittima l’“emergenza nomadi”. Al momento, il governo italiano non ha ancora annunciato cosa intende fare per dare seguito a questa sentenza.
L’“emergenza nomadi” ha consentito alle autorità di avviare un’ondata di sgomberi forzati dai campi non autorizzati di Milano, che ha lasciato senza alloggio centinaia di famiglie rom. Questi sgomberi sono stati eseguiti in assenza di una procedura amministrativa e senza l’offerta di alternative abitative adeguate. Le conseguenze per le famiglie rom sono state devastanti, soprattutto per centinaia di bambine e bambini la cui frequenza scolastica è stata interrotta.
Una madre di cinque figli, sgomberata numerose volte con la sua famiglia da svariati campi non autorizzati di Milano, ha dichiarato ad Amnesty International: “Gli sgomberi fanno male; portano via i nostri diritti e la nostra felicità. Sono un trauma, mio figlio di otto anni per lo shock non ha parlato per mesi dopo uno sgombero”.
In base al diritto internazionale, uno sgombero può avere luogo solo come estrema soluzione, dopo che sono state prese in considerazione tutte le possibili alternative e solo in presenza di idonee garanzie legali e procedurali. Queste ultime comprendono una reale consultazione con le persone interessate, una notifica anticipata in tempi adeguati e ragionevoli, un alloggio alternativo adeguato, un risarcimento per tutti i beni perduti, garanzie sulle modalita’ con cui avverra’ lo sgombero e l’accesso a rimedi e procedure legali, compreso l’accesso all’assistenza legale quando necessaria. I governi devono inoltre assicurare che nessuna persona resti senza alloggio o corra il rischio di subire altre violazioni dei diritti umani in conseguenza di uno sgombero. L’Italia finora non ha adottato né applicato un chiaro divieto di sgomberi forzati in linea con gli standard internazionali sui diritti umani.
“Le autorità di Milano devono immediatamente porre fine a tutti gli sgomberi forzati. Devono fornire alternative abitative adeguate, senza discriminazione, a tutte le persone sgomberate che non sono in grado di provvedere a se stesse. In particolare, il sindaco e gli uffici competenti devono garantire che siano messi a disposizione ripari di emergenza per tutte le persone che ne hanno bisogno, senza separare i nuclei familiari” – ha detto Valentina Vitali.
A Milano, lo stato d’emergenza ha aperto la strada a un piano condiviso tra autorità nazionali e locali per chiudere quasi tutti i campi autorizzati in cui risiedono i rom. Questo piano è anche collegato all’”Expo 2015”, l’Esposizione universale che si terrà a Milano nel 2015. I progetti infrastrutturali per questo evento internazionale hanno gia’ portato alla chiusura di due campi autorizzati.
“Le autorità di Milano devono sospendere e rivedere i piani per la chiusura dei campi autorizzati e assicurare che essi rispettino in pieno gli standard internazionali sui diritti umani. Devono garantire protezione legale alle persone interessate, impegnarsi in una consultazione autentica con loro e fornire alternative abitative adeguate” – ha sottolineato Valentina Vitali.
“Sei mesi dopo aver assunto la carica di sindaco di Milano, Giuliano Pisapia deve ancora dimostrare che il vento è cambiato per davvero per le donne, i bambini e gli uomini rom di Milano. Un cambiamento reale vorrebbe dire la fine degli sgomberi forzati e della discriminazione, insieme all’inizio di un dialogo significativo con i rom, con l’obiettivo di affrontare la questione delle loro condizioni abitative in linea con gli standard internazionali” – ha concluso Vitali.
Il rapporto “’Tolleranza zero verso i rom’: sgomberi forzati e discriminazione contro i rom a Milano” è disponibile sul sito di Amnesty Italia.
grazie
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International Women’s Issues: Romani Women in Romania
International Women’s Issues: Romani Women in Romania
International Women’s Issues: Romani Women in Romania
28/11/2011 – We return to Europe this week in International Women’s Issues. And really, if you’re going to write about the worldwide struggle for women’s rights, and this is a Europe Week in your globe-hopping, you have to write about the Roma.
Who are the Roma? If you wanted to be insulting, you could call them gypsies. That term is generally considered offensive, though many people do self-identify as gypsies. (If you wanted to put on some Gogol Bordello while reading this piece, I’d support that, though I ought to point out that Gogol’s authenticity and popularity within the Roma community is, you know, up for some debate.)
The Roma people emigrated from Northern India sometime between the 3rd and 7th centuries AD, settling first in the Middle East before moving into Europe, where they faced centuries of horrific discrimination. What is known as “the First Roma Genocide” took place in 1500, partially because this was just a few generations after large numbers of Roma arrived in Western Europe, and partially due to geopolitical relations between Europe and the Middle East at the time. Whatever the reason, the Roma people where treated horrifically – they were outlawed from Spain (and subject to some of the worse parts of the Inquisition), Germany, Switzerland, England, France, Portugal, and Demark. Where the Roma were not expelled, they were often enslaved. Hitler explicitly targeted Roma, with between 500,000 and 1,500,000 Romani perishing in the Porjamos – the Romany word for the Holocaust, which translates to “the Devouring.” After World War Two, the Roma lived on the outskirts of society, where they continue to be to this day. Poverty rates among the Roma are commonly 10x what they are in the surrounding population, and their lives are far shorter. Currently, Roma face major discrimination.
I suppose I ought to point out that, in current society, yes, some Roma do make their living by thieving, and their nomadic lifestyle can mean that, if they arrive in your town, things change, and not necessarily for the better. However, I do not at all see this as a justification for the widespread abuse and prejudice the Roma face from many segments of the population. I realize that most of my posts contain a plea for comments, but if you’re going to say anything to the effect of “but gypsies bring this upon themselves!” you’re wrong and I don’t want to hear it.
Romani women have a tough time of it – they face intersectional discrimination. In addition to the persecution they endure simply because of their ethnicity, there are patriarchal elements within Romani culture that are highly discriminatory against women. This is incredibly complicated, as internally, Romani women who speak out against the injustices perpetrated by their culture are sometimes seen as traitors who wish to reject the Romani way of life. Unlike some of the more clear-cut issues discussed here, a large percentage of Romani women don’t have a problem with the way they’re treated by their fellow Roma, and reject the Western lens analysis that they are repressed by their culture. There is a growing body of Romani women fighting for their own rights, which I’ll examine later in the piece. A significantly less gray area is the many anti-Roma policies governments passed in the 20th century were targeted at Romani women. Specifically, in Czechoslovakia under communism, some Romani women were forcibly sterilized, a practice that has apparently not entirely been eradicated, though it is no longer official government policy.
To focus on Romania, where today’s article is based, there are thought to be about two million Roma currently living in Romania. While Romania as a whole is economically challenged compared to its European neighbors, the Roma are much worse off. A 2005 World Bank report states that while the overall illiteracy rate in Romania is between 2 and 4 percent, among the Romani populations, 44 percent of men and 59 percent of women are illiterate. School attendance is reflective of this – twenty percent fewer Romani children are in school compared to Romanian children. Poverty rates among the Roma are very high – the World Bank estimated in 2000 that 70 percent of Roma in Romania were living below the absolute poverty line. In addition to these standard benchmarks, Roma are frequently targeted by the police, and face police brutality and abuse. They also have a disproportionately hard time accessing medical care. The racism Roma face manifests itself in myriad ways.
For women, those patriarchal elements of Roma society that I mentioned earlier exacerbate the education and poverty issues. Early marriage, a cultural obsession with bridal virginity, domestic violence, and a lack of access to income-generating activity (and therefore, a measure of independence) are all significant issues within the Roma community. All of these perpetuate the cycles of poverty and illiteracy, independent of external forces.
Happily, there are Romani women who are working hard to combat both the internal and external elements of Romani women’s oppression. Primarily, there is RWAR, the Roma Women Association in Romania. Founded in 1996 by Violeta Dumitru, a Romani woman, RWAR works on both advocacy and programming. In terms of advocacy, RWAR has been conducting extensive surveys and research on Romani women’s rights, an intersection that is in great need of statistical support. Studies have been done in terms of ethnicity or gender, but rarely both. Additionally, RWAR has created four regional centers throughout Romania where Romani women can receive training and education to help them address medical needs and be better prepared to enter the job market. Thousands of women have attended RWAR’s centers and benefited from their efforts.
Letitia Mark founded the Roma Women’s Association “For Our Children,” a Romani NGO that advocates for women’s rights as a way to ensure children’s rights (the two are frequently inseperable.) This organization, while it recieves government funding, was founded and is currently run by a Romani woman. “For Our Children” provides services including counselling, daycare, job-placement, and training and education with the goal of getting more Romani women into the formal workforce.
There are, of course, international organizations working to support Romani women’s rights as well – George Soros’ Open Society Initiative has been particularly active on this front. At the end of the day, though, I’ll put my faith in organizations founded by women who have experienced this specific intersectional discrimination firsthand, and who are working to improve their own communities. This topic is a complicated one, steeped in hundreds of years of oppression, a legacy that’s still alive and well today. As I mentioned in last week’s post, a Slovakian woman who is ethnically Roma just won a court case against the state hospital that forcibly sterilized her. This happened weeks, not centuries, ago. That said, things are changing, albeit slowly, and with the hard work of women like Letitia Mark and Violeta Dumitru, things are improving.
Link: http://persephonemagazine.com/2011/11/international-women...
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Conference “Roma rights are Human Rights” – 6th of December 2011 – Brussels
Conference “Roma rights are Human Rights” – 6th of December 2011 – Brussels
CONFERENCE
Roma Rights are Human Rights
On the occasion of the International Human Rights Day (10th of December), the Roma trainees from the European Commission and the European Parliament in collaboration with the Stage Committee, are pleased to invite you to the conference “Roma rights are Human Rights”
WHEN: Tuesday, 6th of December 2011 from 18:00 – 20:00
WHERE: Breydel building (Audit room)
Avenue d’Auderghem 45, 1040 Brussels
Programme of the event:
18:00 – Roma trainees’ presentations
18:30 – Ms Lina PAPAMICHALOPOULOU, DG Justice, Head of Unit D4
“Non- discrimination policies and Roma coordination”-EU Framework for the National Roma Integration strategies
18:40 – Mr Paul d’Auchamp , Office of the High Commissioner for Human Rights – Human Rights of the Roma community in Europe/The international human rights instruments related to Roma rights
18:50 – Ms.Myriam Marques, Office of the High Commissioner for Human Rights – Dale Farm Case/right to health and housing
19:00 – Ms Gabriela Hrabanova, ERGO Network- Presentation on the current situation of Roma in Europe – the human rights aspects
19.10 – Movie screening – Mundi Romani movie “Roma rights are Human Rights”
19:20 – Discussion
20:00 – Cocktail
We look forward to welcoming you and together to raise awareness, generate discussion and urge positive action.
For further questions regarding the event, please contact
Ms Lavinia BANU – E-mail: banu_lavinia@yahoo.com; Tel: +32 – 2 – 29 65658 (office)
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poesie
I nostri occhi scuri,
i vostri chiari.
Con i vostri chiari,
voi vedete il mondo
come noi.
E noi,
con i nostri occhi scuri,
lo vediamo come voi.
Papusza
Non c’è nessuno
Che capisca la mia lingua.
Quando dico bianco
capiscono nero,
quando dico la verità
capiscono menzogna.
Ho ragionato a lungo
E ho imparato le loro parole.
Ma non mi capiscono ancora.
Tosen Ramar
Noi zingari abbiamo una sola religione:
la libertà.
In cambio di questa rinunciamo
alla ricchezza e al potere,
alla scienza e alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l’ultimo.
Quando si muore, si lascia tutto:
un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento
sia molto meglio essere stati zingari che re.
Noi non pensiamo alla morte.
Non la temiamo. Ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno
le piccole cose che la vita ci offre
e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole,
un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E’ difficile capire queste cose, lo so.
Zingari si nasce.
Si raccontano strane storie sugli zingari.
Si dice che leggano l’avvenire nelle stelle
e che possiedano il filtro dell’amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere
per tetto il cielo,
un fuoco per riscaldarci
e le nostre canzoni quando siamo tristi.
Vittorio Mayer Pasquale
tratte da un articolo di pino petruzzelli
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Bambini zingari? Adottateli tutti
Bambini zingari? Adottateli tutti
I bambini rom dovrebbero essere tolti alle rispettive famiglie e dati tutti in adozione?
Stando alla ricerca di Carlotta Saletti Salza, professoressa presso l’Università di Verona, su un totale di 8.830 procedure di adottabilità, i minori rom e sinti dichiarati adottabili in sette sedi di Tribunali Minorili italiani nel periodo compreso tra il 1985 e il 2005 sono stati 258. Quello che è oggi uno dei maggiori studiosi di cultura romanì in Italia, il professor Leonardo Piasere, commenta i dati: “Se consideriamo che la popolazione dei rom e dei sinti in Italia ammonta allo 0,15% circa della popolazione totale, capiamo che la percentuale di procedure di adottabilità dello 0,15%, cioè in sintonia con la proporzione della popolazione, corrisponderebbe a circa 13 procedure sulle 8.830. Ora il numero di procedure riguardanti rom e sinti, è superiore del 1700% a tale cifra!”
LEGGI TUTTO QUI: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/bambini-zingar...
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ROM: PRESIDIO CONSULTA MILANO PER MORATORIA SGOMBERI IN INVERNO
ROM: PRESIDIO CONSULTA MILANO PER MORATORIA SGOMBERI IN INVERNO - AGI - Agenzia Giornalistica Italia
ROM: PRESIDIO CONSULTA MILANO PER MORATORIA SGOMBERI IN INVERNO
AGI - Agenzia Giornalistica Italia Un presidio per chiedere una moratoria agli sgomberi nel periodo invernale e ridiscutere la politica comunale "dopo la sentenza che ha dichiarato illegittima la politica emergenziale dal 2008 in poi". La Consulta Rome e Sinti del Comune di Milano e' ... and more » GRAZIE
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Caccia il/al Rom
Caccia il/al Rom
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4866
Segnalazione di Paolo Buffoni
Il Dirigibile Comunicato dell'Asce
Si sono presentati in 9 per cacciare una famiglia di Rom ospite di un privato, senza alcun mandato, rifiutando di farsi identificare e di rilasciare un qualsiasi verbale dell'intervento.
Dovevano o volevano cacciare due anziani, due giovani donne, due ragazzi, una bambina di 12 mesi e una neonata di appena 5 giorni.
Motivo, la realizzazione di una baracca per proteggersi dall'atteso freddo invernale.
Nonostante le proteste del proprietario, i vigili si sono trattenuti nell'area recintata per 3 ore e mezza.
Con prepotenza e spregio della legalità come nell'uso delle peggiori squadracce del passato, con atteggiamento ed espressioni minacciose e intimidatorie da parte del comandante.
Per queste ragioni l'ASCE ha sporto querela e segnalato l'avvenimento ad Amnesty International.
I reati ipotizzati sono quelli di violazione di domicilio, minacce e violenza privata.
L'Asce precisa che si è consumato così l'ultimo atto di una lunga serie di pressioni da parte del Comune di Selargius contro il proprietario del terreno perché fosse allontanata la famiglia Rom.
L'Asce ricorda che da anni le sue proposte di collaborazione, coinvolgente gli stessi Rom, di costituzione di un tavolo permanente per trattare la questione e l'avvio di progetti di inserimento, sono rimasti inascoltati e peggio derisi.
Una segnalazione è stata inviata anche al prefetto di Cagliari, alla Provincia e alla Regione.
Il presidente dell'Asce Antonio Pabis
29 novembre 2011
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Natale solidale 2011 - coop. ZAJEDNO
Dall'esperienza del Laboratorio Manufatti Donne Rom nasce la Cooperativa Lavoro Zajedno
Vieni a trovarci
8 dicembre e tutti i sabato e domenica potrai assaggiare specialità della cucina bosniaca e vedere le nostre creazioni
troverai: borse, sciarpe, vestitini da bambino, cappellini di lana, tovaglie, set da tavola, asciugamani, portamonete, portagioielli, collane, gonne della tradizione zingara e tanti altri manufatti originali per la casa e l'abbigliamento
A dicembre siamo aperti tutti i giorni dalle 9.30 alle 20.00
via dei Bruzi 11/C ROMA (San Lorenzo)
tel 347-15.80.818
www.zajedno.it - info@zajedno.it
www.manufattidonnerom.org - info@manufattidonnerom.org
da : http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4867
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29/11/2011
ROM/SINTI - Amnesty: ''Monti rimedi ai danni degli sgomberi"
RedattoreSocial: ROM/SINTI - Amnesty: ''Monti rimedi ai danni degli sgomberi" http://t.co/reaQCAZS
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Sarah Carmona, Historiadora Rromani y autora de este interesante estudio
Sarah Carmona, Historiadora Rromani y autora de este interesante estudio.

NUEVAS PERSPECTIVAS SOBRE HISTORIA GITANA (Rroma)
baxtalo.wordpress.com
Me gustaría, antes que nada, agradecer esta interesante colaboración de Sarah Carmona, historiadora de étnia Rromaní especializada en Historia Militar y que ha realizado este excelente estudio....
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Amnesty: "A Milano Rom discriminati anche con Pisapia"
Amnesty: "A Milano discriminati anche con Pisapia"
“Da oltre 10 anni gli organismi regionali e internazionali sui diritti umani criticano il governo italiano per gli sgomberi forzati delle comunità rom, per la discriminazione contro di loro e per la mancanza di tutela al loro diritto a un alloggio adeguato. Invece di dare priorità a misure per migliorare le condizioni di vita e abitative di tali comunità, negli ultimi anni le autorità italiane hanno deliberatamente adottato, in nome della sicurezza, misure regressive che hanno aggravato la discriminazione dei rom”. È un duro j’accuse quello che lancia oggi Amnesty International al Governo italiano sulle politiche adottate verso le comunità rom presente nel nostro paese. L’occasione è la pubblicazione del rapporto 'Tolleranza zero verso i rom: sgomberi forzati e discriminazione contro i rom a Milano' (scaricabile qui a lato). “Le autorità italiane devono agire immediatamente per contrastare la discriminazione nei confronti dei rom e fornire un rimedio a coloro che sono stati colpiti dalle massicce violazioni dei diritti umani commesse sulla base di un illegittimo stato d'emergenza”, chiede Amnesty, pochi giorni dopo che il Consiglio di Stato, il più alto organo di giustizia amministrativa in Italia, ha dichiarato illegittimo il decreto governativo del 2008 che aveva dato il via allo stato d'emergenza in relazione agli insediamenti rom (la cosiddetta "emergenza nomadi", ufficialmente prorogata fino al 31 dicembre 2011 e attiva in cinque regioni italiane: Lombardia, Lazio, Campania, Piemonte e Veneto).
L''emergenza nomadi' ha consentito alle autorità di avviare un'ondata di sgomberi forzati dai campi non autorizzati di Milano, che ha lasciato senza alloggio centinaia di famiglie rom. Questi sgomberi sono stati eseguiti in assenza di una procedura amministrativa e senza l'offerta di alternative abitative adeguate. Le conseguenze per le famiglie rom sono state devastanti, soprattutto per centinaia di bambine e bambini la cui frequenza scolastica è stata interrotta.
Il nuovo rapporto di Amnesty, che analizza il ‘caso Milano’, descrive come, in base al decreto di emergenza, le autorità abbiano potuto chiudere campi autorizzati e non autorizzati di Milano, in deroga alle norme che proteggono i diritti umani. "Dichiarare uno stato d'emergenza su basi infondate nei confronti di una minoranza etnica e mantenerlo in vigore per tre anni e mezzo è stato uno scandalo. L'"emergenza nomadi" era illegale e discriminatoria in base al diritto internazionale dei diritti umani e non avrebbe mai dovuto essere dichiarata", afferma Valentina Vitali, ricercatrice sull'Italia del Segretariato Internazionale di Amnesty International.
"In base all'"emergenza nomadi", le autorità hanno potuto eseguire sgomberi forzati impunemente. Ora il governo di Mario Monti deve favorire un'inversione di rotta. Deve fornire rimedi a tutte le persone colpite dagli sgomberi forzati e da altre violazioni dei diritti umani. Deve porre i diritti umani in cima alla sua agenda", ha proseguito Valentina Vitali. Su Milano, in particolare, grava il fatto che con l’arrivo della squadra politica del neosindaco Giuliano Pisapia, nulla sembra essere cambiato riguardo agli sgomberi: ‘dopo i 500 sgomberi in quattro anni dichiarati dalla giunta precedente, le organizzazioni non governative continuano a segnalare che sotto la nuova amministrazione gli sgomberi continuano ad avere luogo in modo non conforme agli standard internazionali’. Nel capoluogo lombardo, lo stato d'emergenza ha aperto la strada a un piano condiviso tra autorità nazionali e locali per chiudere quasi tutti i campi autorizzati in cui risiedono i rom. Questo piano è anche collegato all'"Expo 2015", l'Esposizione universale che si terrà a Milano nel 2015. I progetti infrastrutturali per questo evento internazionale hanno già portato alla chiusura di due campi autorizzati."Le autorità di Milano devono immediatamente porre fine a tutti gli sgomberi forzati. Devono fornire alternative abitative adeguate, senza discriminazione, a tutte le persone sgomberate che non sono in grado di provvedere a se stesse. In particolare, il sindaco e gli uffici competenti devono garantire che siano messi a disposizione ripari di emergenza per tutte le persone che ne hanno bisogno, senza separare i nuclei familiari", ribadisce Vitali. "Sei mesi dopo aver assunto la carica di sindaco di Milano, Pisapia deve ancora dimostrare che il vento è cambiato per davvero per le donne, i bambini e gli uomini rom di Milano”.
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unar discrimina
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Rom, Amnesty: "Monti deve rimediare ai danni subiti negli sgomberi"
Rom, Amnesty: "Monti deve rimediare ai danni subiti negli sgomberi" - Libero News
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Rom, Amnesty: "Monti deve rimediare ai danni subiti negli sgomberi"
Libero News L'Organizzazione per i diritti umani ha presentato a Milano il rapporto "Tolleranza zero" che denuncia le violazioni dei diritti umani subite da rom e sinti. E annuncia l'intenzione di chiedere alla Commissione europea l'avvio della procedura ... and more » grazie
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Serbia must stop evicting Roma | Amnesty International

Serbia must stop evicting Roma | Amnesty International
www.amnesty.org
Serbian authorities must stop a long-term policy of forced evictions of Roma families and introduce legislation to ban the practice.
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Ricao:Fete de Gitans 2010
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Rom: lo sgombero... degli stereotipi
Rom: lo sgombero... degli stereotipi

Rom: lo sgombero...degli stereotipi | Partito Democratico
beta.partitodemocratico.it
Al seminario per giornalisti di Capodarco, gruppo di lavoro su informazione e rom, tra bulimie e digiuni. Bianca Stancanelli giornalista e autrice di “La vergogna e la fortuna”: “La grande abbuffata si compie tra tragedia e crimine”
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Favola sul marketing
Favola sul marketing
Megaevento domenica passata a Milano. Tanti gli ingredienti: storie di riscatto di piccoli musicisti che suonavano nelle metropolitane, un palco di tutto rispetto come quello del Conservatorio, un fronte inedito per la nuova santa alleanza, una riuscita campagna mediatica, commozione del pubblico... (clicca sull'immagine per leggere l'articolo)
Mancavamo solo noi, e credo che non se ne sia accorto nessuno (per fortuna). Però due righe di cronaca siamo riusciti a scriverle lo stesso:
leggi tutto qui: http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4865
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Turchia: il laboratorio musicale di Sulukule
La scuola di Sulukule (foto di Tansel Atasagun)
Per secoli Sulukule è stato il quartiere dei rom di Istanbul, poi le loro case son state distrutte per lasciar spazio a nuove costruzioni. Oggi la vivace tradizione musicale rom torna a vivere a Sulukule in un laboratorio artistico dedicato a tutti i ragazzi
leggi tutto qui: http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4862
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28/11/2011
Il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il decreto sull'emergenza nomadi"onsiglio dei Ministri del 21 maggio 2008 che ha dichiarato lo stato di emergenza con riferimento agli insediamenti “nomadi”
Consiglio di Stato, Sezione quarta, sentenza del 4 novembre 2011, n. 6050, dd. del 16 novembre 2011
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TAR Lazio: Non può essere negata la richiesta del cittadino italiano di etnia Rom di accesso agli atti relativi ai propri rilievi dattiloscopici
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Che problema chiamarsi Zlatan!
Che problema chiamarsi Zlatan!

Questa storia potrebbe iniziare in Svezia, un paese a tratti molto più civile del nostro, talmente triste e nordico che possono dare dei TERÜNI anche a quei polentoni di Cassano Magnago. In Svezia nacque 30 anni fa Zlatan, calciatore dal vago profilo cavallino, capace di sfracelli nei campionati nazionali e sostanzialmente una pippa nelle competizioni europee (un po'come le nostre squadre di calcio negli anni '70-'80). Zlatan ha il problema di molti calciatori viziati: un carattere schifoso (e quando sei ai vertici, devi anche essere educato come Pelè, i sanguigni come Maradona non sono tollerati, neanche se Zlatan ha un approccio alla chimica diverso dall'argentino). Inoltre, cambia squadre di calcio manco fossero mutande. Così, i tifosi avversari (anche quelli che lo adoravano pochi anni prima) cominciano ad urlargli ZINGARO, ZINGARO... perché a questo punto Zlatan non è più uno svedese, ed anche a gridargli BOSNIACO-CROATO non sarebbe la stessa cosa. Zlatan ha origini khorakhané, nonostante le sue mille casacche, quello rimane il peccato originale.

Suo coetaneo è Alan Caligiuri, che alla radio realizza una di quelle trasmissioni pietose con le risate e gli applausi registrati. Il suo siparietto si chiama "Zlatan lo zingaro" (manco a farlo apposta: il peccato originale). Biografia truzza come quella dello Zlatan più famoso.
leggi tutto qui: http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4863
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L'associazione chi rom e…chi no ha il piacere di invitarvi
L'associazione chi rom e…chi no ha il piacere di invitarvi
VENERDI 2 DICEMBRE 2011 ORE 19.00
LA CITTA' DEL SOLE – VICO MAFFEI A SAN GREGORIO ARMENO, 18 – NAPOLI
per
LA KUMPANIA un anno di Percorsi Gastronomici Interculturali
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Intervista con l'ex Commissario per i diritti umani ceco Petr Uhl (also english version)
Intervista con l'ex Commissario per i diritti umani ceco Petr Uhl
Praga, 2011/11/28 01:18, (ROMEA)

| Petr Uhl, della Repubblica ceca prima volta i diritti umani Commissario. |
leggi tutto, read all http://www.romabuzzmonitor.net/2011/11/interview-with-for...
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Intervista a Bianca Stancanelli, autrice di La vergogna e la fortuna - Storie di Rom
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27/11/2011
Mahalla newsletter - Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo
Dietro le quinte del 25/11/2011 @ 09:01:33 - E' passata un settimana da quando il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il Piano Emergenza Nomadi. Accanto alla giusta soddisfazione di quanti in quest...
Indignazione Rom del 21/11/2011 @ 09:46:32 - Altro che indignati, "Occupy l'assessorato". Nelle tende stamattina mattina, erano rom, soprattutto minorenni, per necessi...
Italia: decreti che discriminano i rom sono stati giudicati illegittimi del 21/11/2011 @ 09:52:36 - CS113:18/11/2011 Amnesty International ha chiesto alle autorita' italiane di porre fine alle misure discriminatorie contro le persone rom dopo che il più alto organo giurisdizionale amministra...
Ecco l'effetto "nimby": con gli zingari si' ma con i mafiosi no del 22/11/2011 @ 09:31:03 - A Palermo il problema e' il traffico. A Lamezia sono gli zingari. Per quanti sforzi possano fare la Procura di Salvatore Vitello e il Comune di Giann...
Milano, 29 novembre del 22/11/2011 @ 09:55:47 - conferenza stampa Amnesty International TOLLERANZA ZERO PER I ROM' – SGOMBERI FORZATI E DISCRIMINAZIONE CONTRO I ROM A MILANO che avra' luogo...
Tentato sgombero Bonfadini del 22/11/2011 @ 18:25:22 - Cambia il vento..ma per alcuni soffia ancora la bufera di Karma Mara (Zona Autonoma Milano) Milano in Movimento Lo sgombero era stato annunciat...
In questo mondo di ladri... del 23/11/2011 @ 09:03:13 - Le rassegne stampa sono qualcosa di asettico e neutrale. Ma la neutralita', altro non e' che il mantenimento dello status quo. Anche in Mahalla potremmo essere neutrali...
La sfida: come farsi una casa con soli 300 dollari! del 23/11/2011 @ 09:40:51 - Segnalazione di Roberta Sasso TuttoGreen di ELLE il 26 SETTEMBRE 2011 Si puo' costruire una casa con 300 dollari (meno di 212 euro)? Questa e' l'idea lanciata un anno fa sul blog della Harvard Business Review da Vijay Govindarajan...
La finestra di U Velto del 24/11/2011 @ 09:04:03 - Gioia Tauro (RC), Marino: "La dislocazione delle famiglie rom decisa dal Comune e' una vera svolta nella politica sociale della citta'" La decisione assunta dal Consiglio comunale di Gioia Tauro il 30 settembre 2011 di dislocar...
La FederArteRom, Movimento Artistico Interculturale... del 24/11/2011 @ 09:46:49 - sara' presente al MEDIMEX di Bari dal 24 al 27 novembre allo stand n° 100 Visitando lo stand...
Francia del 25/11/2011 @ 09:39:25 - Da Roma_Francais MENDICANTI IN TRIBUNALE: "LA CACCIA AI ROM CONTINUA" Intervista: due rumene compaiono lunedi' davanti al Tribunale di Bobigny per "abbandono" dopo es...
Sotto attacco in tutta Italia gli operatori Rom dell'usato del 26/11/2011 @ 09:21:53 - 2011/11/22 Il 2011 non e' stato un buon anno "per il popolo Rom, grande protagonista del riutilizzo in Italia. Nonostante il grande servizio dato all'ambiente e le innovazioni normative, le ammini...
Chiamami Zingaro, se non mi consideri uomo del 27/11/2011 @ 09:22:12 - Young4young.com chi viene e chi va di Ana Cvitan - Raccontare la situazione rom in Italia attraverso l'arte e lo spettacolo. Si puo', se hai come santi protettori Daniela e Silvio...
Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)
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Slovakia: Residents demand town take care of “whites” only, not Romani residents
Slovakia: Residents demand town take care of “whites” only, not Romani residents
Podsadok ve Staré Ľubovni, Slovakia, 27.11.2011 02:05, (ROMEA)
The Romani Press Agency (Romská tlačová agentura – RTA) in Slovakia reports that non-Romani residents of the Podsadok quarter in the town of Stará Ľubovňa have sent an open letter to the town leadership expressing their bitterness over activities undertaken to address the situation of local Romani residents. The letter was sent in response to the town’s decision to purchase a building in Podsadok to serve as a school for local Romani children. The total population of the town is 16 400, 2 000 of whom are of Romani origin.
The town council approved the purchase of the EUR 16 600 property in October. Mayor Michal Biganič told the RTA the building will be run by the Private Technical High School (Soukromá střední odborná škola) in Kežmark and will make it possible for Romani children who have not completed their elementary educations to acquire skills as masons and seamstresses.
Some non-Romani residents of Podsadok disagree with the town’s position, writing the following in the open letter: “We absolutely disagree with the town buying real estate in our neighborhood and literally building a paradise on earth for the Roma there. We have already lost the House of Culture, which once was used for funeral receptions, neighborhood meetings and weddings, but which is now being used as a youth club. We used to have a cinema and a library as well. The town has decided to gift that space, which was built by our (white) fathers and forefathers, to the Roma for a community center – naturally, without anyone taking any interest in the opinion of the white residents in the neighborhood. We unequivocally disagree with this and now, since we do not have a single representative on the Municipal Council to take an interest in us and defend our interests, we will very firmly defend ourselves against any accommodating steps toward the Roma that might be to the detriment of us, the white residents.”
The authors of the letter warn the town leadership that they will vocally oppose helpfulness toward the Roma: “We believe there has been enough indolence and that we must take action against the people who are slowly but surely pushing us out of our homes. How many young people have been forced to resolve their housing situations by taking out mortgages, or subletting expensive rentals, even though they own single-family homes that they cannot use thanks to their dark fellow-citizens? No one is asking where we the money for our housing comes from. Only the Gypsies’ affairs are dealt with.”
The signatories have called on the town leadership to start doing something “for us, the white people” too: “We, the citizens of the local area of Podsadok and Mýtna street, unequivocally disagree with the establishment of a school at the bakery in our neighborhood, and we are also against the town bringing Gypsies from the surrounding area into Podsadok. We further demand that the House of Culture be given back to the white residents of Podsadok, and if cannot be returned, then the bakery should be turned into a supplementary House of Culture for white people, as a youth club for white youth. We are warning you, Mr Mayor, and we are warning the members of the town council that as of now, we will put up great obstacles to your activities aimed at improving the standard of living of the Gypsies if those activities target the territory of Podsadok and are to the detriment of the standard of living of us, the white minority.”
The town of Stará Ľubovňa is involved in several projects to aid Romani residents and has raised money for that purpose from various sources. According to Mayor Biganič, the town will receive EUR 90 000 as part of the Community in Motion project for the activities of the community center in Podsadok. The project is part of a larger one linked to the introduction of E-pay cards. All 15 of the representatives present at the town council meeting on the project voted to approve it.
The head of the municipal authority, Anton Karni, told the Slovak daily Korzár that the residents of Podsadok don’t have it easy and that the town is willing to discuss their problems with them. However, in his view the purchase of real estate for the purposes of running a school, as the representatives decided, is a good solution. “Some pupils will be able to re-qualify there and learn a profession. It is always better for them to spend time at school, otherwise they could get involved in bad things,” Karni said.
Romská tlačová agentura (Romani Press Agency), fk, translated by Gwendolyn Albert
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ternYpe at REACT conference
ternYpe at REACT conference
On November 28th and 29th, ternYpe - International Roma Youth Network will participate in the Final Conference on Effective Roma campaigning organized by ERGO Network in the frame of the REACT campaign.
ERGO Network with its members Policy Center for Roma and Minorities (Romania), Integro Association (Bulgaria) and Roma Active Albania is inviting you
to the final conference of the campaign REACT - Make Europe an equal place for Roma. We will present the results, achievements and lessons learned and show a selection of the rich material that bears testimony to the achievements and presents the stories behind the conclusions.
At the conference, people involved in the campaign together with ERGO members andpartners will be present, as well as policy makers, media and Roma civil society from across Europe. This provides a unique opportunity you to meet each other in a horizontal setting to discuss the place of awareness raising in the broader perspective of the EU Roma Framework.
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Chiamami Zingaro, se non mi consideri uomo
Young4young.com chi viene e chi va di Ana Cvitan
Raccontare la situazione rom in Italia attraverso l'arte e lo spettacolo. Si può, se hai come santi protettori Daniela e Silvio - giovedì 24 novembre 2011
Antun Blazevic in una foto di Marija Dzalto
...Alla fine gli chiediamo di spiegare la parola "Rom". Ci risponde che preferisce essere chiamato ToniZingaro. La parola "rom", tradotta letteralmente dalla lingua romaní, significa "uomo": non vuole che qualcuno lo chiami con questo sostantivo, mentre poi non lo considera un essere umano...
leggi tutto qui: http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4861
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26/11/2011
Around 150 Roma expelled from France to Romania
Around 150 Roma expelled from France to Romania
Around 150 Roma expelled from France to Romania
Lyon, 25/11/2011 - Around 150 Roma citizens were expelled from the French city of Lyon to Bucharest, French news edition Lyon info informs.
The Roma are sent back to Romania in the frames of a programme for voluntary return of foreigners illegally staying in France. The expelled are compensated with EUR 300 for adults and EUR 100 for kids.
Despite that they have agreed to return home some of the Roma people are already considering going back to France.
Link: http://www.focus-fen.net/index.php?id=n265029
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Roma People in Italy – YouTube
Roma People in Italy – YouTube
Il popolo Rom in Italia
Il percorso fotografico “Il popolo Rom in Italia” registra le tappe della repressione del popolo Rom nel nostro paese: le nuove leggi discriminatorie, gli sgomberi senza alternativa abitativa, le espulsioni, gli abusi perpetrati contro persone di etnia Rom e Sinta. La versione in italiano (testo di Roberto Malini) e in Romanes abruzzese dell’inno del popolo Rom “Gelem gelem”, eseguito da Alexian Santino Spinelli e dal suo gruppo sottolinea il cammino drammatico di tante famiglie, sempre in fuga dai loro persecutori, sempre in cerca dell’illusione di un rifugio. Nelle immagini appaiono i volti di tanti Rom vittime di episodi di intolleranza e violenza: Victor ed Elena Lacatus, Stelian Covaciu, Anton Caldarar, Toma Ciuraru, Nico Grancea, MIhai Danila, Codrean Ciuraru, la giovane Neli, il piccolo Florin. Sono immagini che tuttavia fissano sempre il coraggio di un popolo, la sua dignità, la sua capacità di sorridere alla vita anche di fronte a tanta discriminazione: una luce che continua a brillare in quest’Italia che è diventata uno stivale pieno di buio. Le foto ritraggono anche i protagonisti dell’impegno dei Rom per evitare che un intero popolo si faccia travolgere dall’ondata di razzismo: la parlamentare europea Viktoria Mohacsi, il musicista Alexian Santino Spinelli, la giovane pittrice Rebecca Covaciu, l’attrice Dijana Pavlovic, il virtuoso della fisarmonica Jovica Jovic, i sopravvissuti al Porrajmos Goffredo e Antonia Bezzecchi. E al fianco dei Rom, il testimone della Shoah Piero Terracina, i difensori dei diritti umani del Gruppo EveryOne e tanti cittadini che non si sono lasciati condizionare dall’intolleranza, ma continuano a battersi per una società di uguali.
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