25/06/2010

PERCHE' QUESTO BLOG?

Riporto una lettera non recentissima sul tema. Che è anche il senso di questo blog. Paolo

(da Fabrizio Casavola)

DEPORRE I ROM DALLA CROCE DEGLI SGOMBERI

  • La Croce dei Rom si fa sempre più pesante, come non notarla anche qui a Pisa? Eppure è una Croce invisibile ai nostri occhi così distratti e insensibili, ma sulle spalle dei Rom, sulle loro vite lascia segni vistosi e tracce indelebili, ed è una Croce che ancora continuiamo a caricare sulle loro spalle.

    Oggi questa Croce porta il nome dei continui sgomberi, perpetuati con rigore e con freddezza matematica da Amministratori ossequiosi dell’ordine, maniaci della Sicurezza e schiavi del consenso ed una cittadinanza ormai assuefatta all’azione violenta delle ruspe demolitrici, che insieme a quelle baracche abitate da poveri Cristi, riduce in brandelli anche quel senso di accoglienza che la città di Pisa sapeva offrire e mostrare con un certo orgoglio..fino a qualche anno fa!

    E’ la stessa Croce che appoggiamo violentemente sulle spalle dei bambini Rom, ogni qual volta demoliamo le loro umili baracche, lasciandoli senza più una minima ed adeguata protezione, appesantiamo la loro Croce anche quando non osiamo più indignarci, come invece giustamente abbiamo saputo fare per quei pochi bambini lasciati senza pasto in un asilo nido, denunciando la violazione dei diritti dell’infanzia..mentre quando vengono colpiti i diritti dei Rom e dei loro figli: “Mi aspettavo compassione, ma invano, consolatori, ma non ne ho trovati! (Is. 68, 21)

    La Croce dei Rom di oggi è anche la politica del disprezzo che ormai contagia un po’ tutte le nostre coscienze, comprese quelle di non pochi cristiani che giustificano, o fingono di non vedere quei Crocefissi in carne ed ossa, ma li vogliamo invisibili, come poveri Cristi nascosti tra canneti o sotto i ponti: Cristi indesiderati, troppo diversi da noi da meritare un nostro abbraccio..semplicemente perché hanno i lineamenti “zingari”.

    Rari i Cirenei che i Rom incrociano sulla loro Via Crucis, disponibili a sollevare il peso della “Croce Zingara” in questo lungo ed interminabile Venerdì Santo: anch’essi visti con sospetto e diffidenza da un’opinione pubblica sempre pronta a puntare il dito contro i più deboli, colpevoli della loro stessa povertà, pronti a giustificare silenzi o nascondere connivenze interessate..Come potremo vivere e celebrare la Pasqua?

    Se la Pasqua è la festa della Speranza, capace di contagiare dal di dentro questa nostra umanità, allora un modo per festeggiarla è proprio quello di cominciare a disarmare la cattiveria e l’indifferenza dai nostri cuori e deporre i Rom dalla Croce degli sgomberi per cambiare radicalmente il nostro sguardo su di loro e su di noi!

    Don Agostino Rota Martir

    Venerdì di Passione, 2 Aprile 2010, campo Rom di Coltano (PI)

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