DIRITTI E CULTURA DI ROM E SINTI

24/05/2013

MILANO: GUERRA DI CIFRE SUL "PIANO ROM"

 

GUERRA DI CIFRE
Partono gli interventi previsti dal 'Piano Rom', in un clima politico da muro contro muro

“Senza numeri precisi è facile che l'asimmetria informativa diventi propaganda”. Queste parole dell'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, fotografano bene il dibattito tra maggioranza e opposizione sulle politiche per i Rom, giocato sì su qualche confronto di idee, ma soprattutto su un confronto di cifre. 
Di fronte ad un tema che tutti riconoscono essere di difficile soluzione, le linee politiche sono però opposte. Da una parte i numeri dell'opposizione, tesi a dimostrare che con la nuova Amministrazione il problema dei Rom a Milano non è affatto in via di risoluzione ma si è anzi ingigantito. Dalla Giunta, invece, gli assessori Majorino e Granelli ribattono cifra su cifra, mostrando che non solo in questi due anni si è seguita la linea della fermezza anche più di quanto avesse fatto l'Amministrazione precedente, ma che anzi, finalmente, stanno iniziando anche le politiche di inclusione. Questo il quadro del confronto a Palazzo Marino durante la Commissione di mercoledì, dove, dopo l'interruzione della seduta di sue settimane fa per il saluto fascista in aula di un militante di estrema destra, si riprendeva a discutere del Piano Rom. 
Un piano presentato già nel luglio scorso, che però fino a marzo ha atteso di vedere sbloccato il finanziamento di 6 milioni di euro in arrivo da Roma, precedentemente destinati a quello che fu il Piano Maroni.
Netta la linea dell'opposizione. Secondo l'ex vicesindaco Riccardo De Corato, che è risalito al 2010 per citare un'intervista dell'allora prefetto Gian Valerio Lombardi, alla fine di quell'anno c'erano a Milano circa 1500 “nomadi”, mentre nel 2006 erano 1500 solo quelli del campo di Triboniano, grazie alla linea degli sgomberi voluta proprio da De Corato. Numeri molto più consistenti ci sarebbero invece ora, segno del fallimento della politica della nuova Giunta. 
È qui che intervengono con decisione Granelli e Majorino. Per ricordare che le cifre del prefetto Lombardi erano sottostimate, mentre una stima della Direzione politiche sociali a giugno 2011, all'indomani del cambio di Amministrazione, aveva contato a Milano 2500 dei cosiddetti nomadi. Poco meno dei numeri attuali, quando si contano circa 2700 persone. Ma l'assessore alla sicurezza Granelli può snocciolare anche altre cifre. Parla di 36 arresti dall'inizio dell'anno tra i Rom, anche minori, e soprattutto elenca le venti zone sgomberate che sono state messe definitivamente in sicurezza, il cavalcavia Bacula su tutte.
Il confronto è però anche sulle linee che ispirano il Piano Rom in discussione, che peraltro nei contenuti ripropone alcune strategie previste dal Piano Maroni, come la chiusura programmata dei campi e le case alle famiglie affidate tramite le associazioni del terzo settore.  Ed è proprio sull'orientamento del Piano che maggioranza e Giunta vogliono mostrare di avere una marcia in più rispetto all'opposizione, la cui linea è sostanzialmente quella di diminuire il più possibile i nomadi sul territorio cittadino, perché tanto “la maggior parte non vuole integrarsi”, come sottolinea De Corato. 
“Rivendichiamo la volontà di integrazione, a partire dai bambini”, attacca Patrizia Quartieri di Sel, sostenuta dall'assessore Majorino: “Puntiamo a tenere insieme inclusione e legalità”. “Non è che se c'è qualcuno che delinque allora non possiamo integrare nessuno” chiarisce Granelli, a cui spetta anche il compito di spiegare le linee più innovative del Piano. 
Si tratta dei campi di accoglienza temporanei, dove indirizzare le famiglie Rom dopo lo sgombero degli insediamenti irregolari. Qui si possono già iniziare, gestiti dal terzo settore, percorsi di integrazione, molto più efficaci se portati avanti in un contesto controllato, spiega Granelli. Per ora di queste aree ce n'è solo una, in via Barzaghi, aperta lo scorso ottobre, che ospita circa 240 persone, delle quali 155 sono quelle che hanno lasciato il campo di via Cassio Dione. Ne arriverà a breve un'altra in via Lombroso, che resterà però solo fino al 2014. Granelli e Majorino hanno quindi fatto sapere di aver chiesto negli ultimi giorni al Demanio militare la disponibilità di alcune caserme dismesse, sempre per realizzare in un contesto 'protetto' alcune strutture temporanee di accoglienza. 
Facili, a chiudere un dibattito giocato anche sul filo dei nervi, le polemiche dell'opposizione, che ha giocato sull'accostamento tra caserme e politiche repressive.
Il dibattito a Palazzo Marino continuerà anche nelle prossime settimane. Ancora una volta, però, l'efficacia delle politiche si dovrà probabilmente misurare sui numeri. Nelle strutture temporanee le famiglie potranno restare fino ad un massimo di 160 giorni, ma in via Barzaghi ci sono ancora 86 persone tra quelle arrivate a ottobre. “Da inizio anno, però, abbiamo già inserito nelle abitazioni 15 famiglie, spiega Granelli, ancora prima delle risorse arrivate da Roma”.

Claudio Urbano
 

DA http://www.chiamamilano.it/notiziario/539/2

 

 

..........

21/05/2013

ROM IN ITALIA (FINANCIAL TIMES)

"Pamela è rom, non italiana sebbene sia nata in Italia. Vive in quello che le autorità locali di Roma chiamano un 'villaggio attrezzato modello' ma che lei e altri 1.200 abitanti rom paragonano a un campo di concentramento, con i suoi muri alti, le videocamere per la sorveglianza, condizioni precarie e una sottocultura da ghetto fatta di droga e prostituzione giovanile".

Lo scrive oggi il Financial Times, che la settimana scorsa ha visitato i "campi" di Roma assieme a una delegazione dell'Associazione 21 luglio. 

http://goo.gl/OI9Kh



















"Pamela è rom, non italiana sebbene sia nata in Italia. Vive in quello che le autorità locali di Roma chiamano un 'villaggio attrezzato modello' ma che lei e altri 1.200 abitanti rom paragonano a un campo di concentramento, con i suoi muri alti, le videocamere per la sorveglianza, condizioni precarie e una sottocultura da ghetto fatta di droga e prostituzione giovanile".

Lo scrive oggi il Financial Times, che la settimana scorsa ha visitato i "campi" di Roma assieme a una delegazione dell'Associazione 21 luglio. 

http://goo.gl/OI9Kh





16/05/2013

16/5/44 la rivolta dei Rom e dei Sinti ad Auschwitz

 
 
16 maggio 1944
LA RIVOLTA DEI ROM E DEI SINTI AD AUSCHWITZ

Il 16 maggio 1944 i quattromila tra Rom, Sinti e Kalé internati ad Auschwitz decisero di opporsi ai loro aguzzini, che secondo programma erano venuti a prelevarli, per condurli nelle camere a gas. Non furono solo gli uomini a decidere di non piegare il capo, ma anche le donne e i bambini: tutti raccolsero pietre, spranghe e altre armi rudimentali e si scagliarono contro le SS che dovettero indietreggiare, lasciando diversi morti sul campo.
Solo il 2 agosto dello stesso anno, dopo aver ridotto alla fame la comunità rom di Auschwitz, i nazisti riuscirono ad uccidere 2897 Rom nella stessa notte.

Gli zingari, con la loro cultura nomade, rappresentavano per i nazisti un’inaccettabile anomalia dell’ordine sociale e minacciavano la purezza della razza. Furono quindi perseguitati e deportati nei campi di sterminio dove morirono a migliaia.

Gli stermini di non ebrei dei Lager sono stati per decenni dimenticati, e solo negli ultimi anni si è cominciato a ricordare che c’erano anche altre vittime dei campi di concentramento nazisti, tra cui appunto rom e sinti, che chiamano il loro sterminio Samudaripen. 

Porrajmos, “divoramento”, è la parola con cui i nomadi designano il loro Olocausto, il sacrificio di migliaia di sinti, rom, kalé, inghiottiti dalla violenza nazista. Una tragedia che in questo racconto si mescola a un sogno, quello di un gruppo di piccoli detenuti, catturati con le loro famiglie dopo un’interminabile fuga, che cercano con la forza della disperazione e della fantasia di “far muovere il campo”, di trasformare le baracche in cui sono rinchiusi nei carrozzoni di una carovana capace ancora di viaggiare. Al momento della verità, quando gli aguzzini decidono di “liquidare” il settore in cui sono rinchiusi, uomini, donne e bambini del “campo per famiglie zingare” scelgono di combattere, di difendersi fino all’ultimo respiro. Una vicenda sconosciuta e straordinaria rivive in queste pagine con la forza del racconto orale e consegna alla memoria moderna il ricordo indelebile del tributo spaventoso pagato dai nomadi alla follia della Storia.
16 maggio 1944
LA RIVOLTA DEI ROM E DEI SINTI AD AUSCHWITZ

Il 16 maggio 1944 i quattromila tra Rom, Sinti e Kalé internati ad Auschwitz decisero di opporsi ai loro aguzzini, che secondo programma erano venuti a prelevarli, per condurli nelle camere a gas. Non furono solo gli uomini a decidere di non piegare il capo, ma anche le donne e i bambini: tutti raccolsero pietre, spranghe e altre armi rudimentali e si scagliarono contro le SS che dovettero indietreggiare, lasciando diversi morti sul campo.
Solo il 2 agosto dello stesso anno, dopo aver ridotto alla fame la comunità rom di Auschwitz, i nazisti riuscirono ad uccidere 2897 Rom nella stessa notte.

Gli zingari, con la loro cultura nomade, rappresentavano per i nazisti un’inaccettabile anomalia dell’ordine sociale e minacciavano la purezza della razza. Furono quindi perseguitati e deportati nei campi di sterminio dove morirono a migliaia.

Gli stermini di non ebrei dei Lager sono stati per decenni dimenticati, e solo negli ultimi anni si è cominciato a ricordare che c’erano anche altre vittime dei campi di concentramento nazisti, tra cui appunto rom e sinti, che chiamano il loro sterminio Samudaripen. 

Porrajmos, “divoramento”, è la parola con cui i nomadi designano il loro Olocausto, il sacrificio di migliaia di sinti, rom, kalé, inghiottiti dalla violenza nazista. Una tragedia che in questo racconto si mescola a un sogno, quello di un gruppo di piccoli detenuti, catturati con le loro famiglie dopo un’interminabile fuga, che cercano con la forza della disperazione e della fantasia di “far muovere il campo”, di trasformare le baracche in cui sono rinchiusi nei carrozzoni di una carovana capace ancora di viaggiare. Al momento della verità, quando gli aguzzini decidono di “liquidare” il settore in cui sono rinchiusi, uomini, donne e bambini del “campo per famiglie zingare” scelgono di combattere, di difendersi fino all’ultimo respiro. Una vicenda sconosciuta e straordinaria rivive in queste pagine con la forza del racconto orale e consegna alla memoria moderna il ricordo indelebile del tributo spaventoso pagato dai nomadi alla follia della Storia.

15/05/2013

Associazione 21 luglio e ERRC «In Italia lesi diritti umani di migliaia di rom».

 

Nel giorno in cui l'Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza e un consigliere regionale del Lazio hanno effettuato una visita a sorpresa in due degli otto «villaggi attrezzati» della Capitale, accompagnati dall’ Associazione 21 luglio, il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC) e la stessa Associazione 21 luglio ribadiscono che le politiche in vigore in Italia nei confronti delle comunità rom e sinte ledono i diritti umani fondamentali di migliaia di famiglie.

I «villaggi attrezzati» visitati dalla delegazione sono quelli di via di Salone e di via della Cesarina, dove vivono rispettivamente 1076 e 181 persone.

Nel primo «villaggio», i maggiori punti di criticità sono rappresentati dalla lontananza dal centro abitato e dai servizi essenziali, il generale stato di abbandono e degrado dell’insediamento, l’aumento continuo di criminalità e la mancanza di qualsiasi alternativa che possa migliorare la condizione degli abitanti.

 

LEGGI TUTTO QUI: http://www.21luglio.org/index.php/notizie/218-visita-a-so...

 

 

.....

CAMPAGNA!"DOSTA!" A MILANO

 

LEGGI TUTTO QUI: http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=5649

 

 

 

.......

NAGA - CHI DICE ROM...

CHI DICE ROM
Un rapporto del Naga sulla rappresentazione dei cittadini rom e sinti nella stampa italiana rivela come il 30% degli articoli sia discriminatorio

L’ultimo rapporto sui rom non parla dei rom, bensì di “come” si parla dei rom, a partire dal fatto che già dire “rom” spesso è una generalizzazione che non tiene conto delle differenze tra rom, sinti, camminanti, insomma le diverse etnie e provenienze di un “popolo” che di fatto è molto poco conosciuto: “Se dico rom” è il frutto di un'importante ricerca dell’associazione Naga, un’indagine svolta dai volontari tra giugno 2012 e marzo 2013 a partire da un monitoraggio di nove testate (nazionali e locali) che aveva lo scopo di verificare come vengono affrontate, nella stampa, le notizie che riguardano rom e sinti o che, semplicemente, vi fanno riferimento. 
Un’indagine i cui risultati sono stati presentati a partire da un video piuttosto eloquente che raccoglie le opinioni dei cittadini milanesi ai quali è stato chiesto “cosa ti viene in mente se dico rom”, per mostrare quanto e in che modo l’opinione comune sia influenzata dalla stampa. Non una novità, certo, ma che in questo caso è stata analizzata nel dettaglio per capire il funzionamento del meccanismo.


leggi tutto qui: http://www.chiamamilano.it/cgi-bin/notizie.pl?mode=archiv...

 

 

 

.......

ALTRO CHE PIANO ROM




A Consiglio 
ALTRO CHE PIANO ROM 
A Palazzo Marino la provocazione di un saluto romano scatena la bagarre Tra I Consiglieri

14/05/2013

La vita dopo l'Emergenza Nomadi: intervista a Emil Costache, mediatore culturale rom

Frontierenews | 10 MAGGIO 2013E' notizia di questi giorni che la Corte Suprema della Cassazione ha sancito definitivamente la fine del periodo di "emergenza nomadi" che ha generato le schedature (...

12/05/2013

Mahalla nl, news da Rom, Sinti e Kalé dal mondo

In rilievo:
Razzismo e antirazzismo... ma poi mi sono perso! del 12/05/2013 @ 09:09:45 - Leggevo un articolo di Valeriu Nicolae (interessante come sempre, purtroppo non ho tempo per tradurlo). Tra la situazione rumena e quella italiana...
Aggiornamento settimanale:

Je suis tzigane et je le reste del 06/05/2013 @ 09:04:09 - da Chiara di notte Da piccola Anina viveva in clandestinita'. Oggi e' una giovane donna che e' riuscita, grazie a chi ha creduto in lei, ma soprattutto per il suo impegno, a cambiare la sua vita, trasformandola in un viagg...

Francia del 07/05/2013 @ 09:05:38 - Dall'hindi all'hargot, l'incredibile storia della lingua rom LesInROCKS - 02/04/2013 | 12h23 par Eva Bester Parlata da milioni di Rom in tutto il mondo, e dopo aver fornito nobilta' al francese gergale...

Quando l'unica soluzione e' una sconfitta del 08/05/2013 @ 09:05:53 - CorriereImmigrazione - di Stefano Galieni - 6 maggio 2013 Sono numerosi i cittadini di origine rom che vogliono una diversa identita' non per sfuggire alla giustizia, ma al pregiudizio...

La finestra di U Velto del 09/05/2013 @ 09:10:29 - E' il colore della pelle a fare la differenza? Romania, workshop per artisti: dalla memoria all'opera L'istituto romeno nazionale "Elie Wiesel" per gli studi sull'Olocausto in Romania che ha fina...

Repubblica Ceca del 10/05/2013 @ 09:03:46 - Emil Schuka con Vaclav Havel. (Photo: Romano vod'i 4/2013) Emil Schuka: Manchiamo di un concetto unificante - Prague, 3.5.2013 19:13, (Romano vod'i) Ade'la Galova, translated by Gwendolyn Albert...

I Sinti e l'elettricita' nelle Case Mobili - le connessioni temporanee 38 2012 del 11/05/2013 @ 09:07:14 - Da Sinti Italiani in viaggio per il Diritto e la Cultura Energia elettrica: tornano i contratti a forfait, l'Autorita' per l'energia In queste ore abbiamo verificato che molti gestori, a partire dall'ENEL, non si sono ancora adeguati alle nuove disposizioni e per questo li invitiamo al rispetto della Delibera 38/2012...

L'agenda:

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

 

 

 

.......

IL NOSTRO NOME E' ROM

IN NOME OMEN - Il nostro nome è ROM

Come noto, alcune delle denominazioni utilizzate per indicare le comunità Sinte e Rom hanno connotazioni negative o imprecise.

Nel corso della storia, i termini “Zingaro/Zigeuner/Tzigano/Zigani/Atsiganoi”, “Gypsy/Gitanos” e simili sono stati attribuiti dalla gente di diversi paesi a diversi gruppi umani di origini molto diverse e senza alcuna relazione tra loro (una setta religiosa, cristiani in fuga dall’Egitto o dal “Piccolo Egitto”, alcuni gruppi di Rom, comunità nomadi, gruppi di predoni, vagabondi senza fissa dimora, ecc.). Queste parole, oramai utilizzate solo più per indicare le nostre popolazioni, hanno assunto in tutte le lingue una forte connotazione dispregiativa.

La denominazione “nomadi” è invece sostanzialmente imprecisa ed è indicata solo per una minima parte delle nostre comunità, essendo quasi tutti noi stanziali da molti secoli in tutti i paesi europei. I recenti fenomeni migratori che ci riguardano sono difatti riconducibili, come per la maggior parte degli immigrati, a necessità economiche o alla fuga da situazioni di guerra o violenza.

Nel 1° raduno del 1971 a Orpington - Chelsfield, nei pressi di Londra, il Congresso Mondiale dei Rom ha stabilito come denominazione ufficiale della nostra nazione il nome “Rom”, letteralmente “uomo” o “popolo degli uomini”, inclusivo di tutti i gruppi variamente denominati e presenti nel mondo (Sinti, Manouches, Kalderash, Lovara, Romanìchéls, Vlax, Domari, Nawar, ecc..). Il giorno in cui si svose il congresso, l'8 aprile, divenne la giornata internazionale dei Rom festeggiata in tutto il modo. Durante il congresso si scelse come inno nazionale "Djelem Djelem", composto nel 1969 da Zarko Jovanovic, e la bandiera Romanì, una ruota indiana rossa su sfondo per metà verde, a simboleggiare la terra coperta d'erba, e per metà azzurra, a simboleggiare gli spazi infiniti del cielo.

Il Congresso Mondiale dei Rom (I.R.U. - International Romanì Union) è un’organizzazione non governativa riconosciuta come componente del Consiglio d’Europa dal 1972,  come ente consultivo dell’UNESCO nel  1979, come ONG dall’UNICEF nel 1986, come ente consultivo dall’ONU nel 1993.

Oramai tutte le comunicazioni ufficiali degli organismi internazionali utilizzano la denominazione “Rom” quando sono riferite alle nostre comunità. In ogni caso tutti noi, da sempre e in tutti I paesi del mondo, ci autodefiniamo “Rom” (pur facendo seguire tale nome dalle specifiche denominazioni dei tanti gruppi nei quali si articolano le nostre popolazioni).
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IN NOME OMEN - Il nostro nome è ROM

Come noto, alcune delle denominazioni utilizzate per indicare le comunità Sinte e Rom hanno connotazioni negative o imprecise.

Nel corso della storia, i termini “Zingaro/Zigeuner/Tzigano/Zigani/Atsiganoi”, “Gypsy/Gitanos” e simili sono stati attribuiti dalla gente di diversi paesi a diversi gruppi umani di origini molto diverse e senza alcuna relazione tra loro (una setta religiosa, cristiani in fuga dall’Egitto o dal “Piccolo Egitto”, alcuni gruppi di Rom, comunità nomadi, gruppi di predoni, vagabondi senza fissa dimora, ecc.). Queste parole, oramai utilizzate solo più per indicare le nostre popolazioni, hanno assunto in tutte le lingue una forte connotazione dispregiativa.

La denominazione “nomadi” è invece sostanzialmente imprecisa ed è indicata solo per una minima parte delle nostre comunità, essendo quasi tutti noi stanziali da molti secoli in tutti i paesi europei. I recenti fenomeni migratori che ci riguardano sono difatti riconducibili, come per la maggior parte degli immigrati, a necessità economiche o alla fuga da situazioni di guerra o violenza.

Nel 1° raduno del 1971 a Orpington - Chelsfield, nei pressi di Londra, il Congresso Mondiale dei Rom ha stabilito come denominazione ufficiale della nostra nazione il nome “Rom”, letteralmente “uomo” o “popolo degli uomini”, inclusivo di tutti i gruppi variamente denominati e presenti nel mondo (Sinti, Manouches, Kalderash, Lovara, Romanìchéls, Vlax, Domari, Nawar, ecc..). Il giorno in cui si svose il congresso, l'8 aprile, divenne la giornata internazionale dei Rom festeggiata in tutto il modo. Durante il congresso si scelse come inno nazionale "Djelem Djelem", composto nel 1969 da Zarko Jovanovic, e la bandiera Romanì, una ruota indiana rossa su sfondo per metà verde, a simboleggiare la terra coperta d'erba, e per metà azzurra, a simboleggiare gli spazi infiniti del cielo.

Il Congresso Mondiale dei Rom (I.R.U. - International Romanì Union) è un’organizzazione non governativa riconosciuta come componente del Consiglio d’Europa dal 1972, come ente consultivo dell’UNESCO nel 1979, come ONG dall’UNICEF nel 1986, come ente consultivo dall’ONU nel 1993.

Oramai tutte le comunicazioni ufficiali degli organismi internazionali utilizzano la denominazione “Rom” quando sono riferite alle nostre comunità. In ogni caso tutti noi, da sempre e in tutti I paesi del mondo, ci autodefiniamo “Rom” (pur facendo seguire tale nome dalle specifiche denominazioni dei tanti gruppi nei quali si articolano le nostre popolazioni)

10/05/2013

Rom e Sinti discriminati sui giornali in un articolo su tre che li riguarda. - ImmigrazioneOggi

Rom e Sinti discriminati sui giornali in un articolo su tre che li riguarda.ImmigrazioneOggiRom e Sinti discriminati sui giornali in un articolo su tre che li riguarda. Presentata a Milano la ricer...
 
 
 
 
 
.............

Je suis tzigane et je le reste

da Chiara di notteDa piccola Anina viveva in clandestinita'. Oggi e' una giovane donna che e' riuscita, grazie a chi ha creduto in lei, ma soprattutto per il suo impegno, a cambiare la sua vita, t...

Dall'hindi all'hargot, l'incredibile storia della lingua rom

Dall'hindi all'hargot, l'incredibile storia della lingua romLesInROCKS -02/04/2013 | 12h23 parEva Bester (nella foto: Il tempo dei gitani di Emir Kusturica)Parlata da milioni di Rom in ...



..............

08/05/2013

Palazzo Marino, saluto romano in aula al vertice sui Rom

Se non sbaglio trattasi del gruppo già impegnato nel fomentare l'assedio ai Rom di via Dione Cassio. Paolo
 

video.repubblica.it
Il saluto romano a Palazzo Marino, a Milano, in un'aula dove è riunita la commissione Rom. La giornata comincia con un volantino che annuncia:...
 
 
 
 
 
...........
 
 
 
 
 
 
 
 

"Interdit aux nomades"

Françoise Bisson ha condiviso la foto di Nita Cémoi.
A 85 ans, l'un des derniers survivants de la tragédie de l’internement des Tsiganes en France publie "Interdit aux nomades", chez Calmann-Lévy, avec Isabelle Ligner. A 15 ans, il se retrouve enfermé dans un camp avec sa famille, mais réussi à s'échapper pour entrer dans la Résistance. Pendant soixante ans, il n'en a pas dit un mot à ses enfants. Après les polémiques sur les Roms de l’été 2010, il décide de sortir du silence.
 
Raymond Gurême,

07/05/2013

Se dico rom…la rappresentazione di rom e sinti nella stampa italiana

Se dico rom… 

Indagine sulla rappresentazione dei cittadini rom e sinti nella stampa italiana 

 

Per 10 mesi, da giugno 2012 a marzo 2013, i volontari dell'associazione Naga hanno analizzato gli articoli relativi a cittadini rom e sinti, o che vi facessero solo riferimento, pubblicati su 9 testate giornalistiche nazionali e locali: Corriere della Sera; La Repubblica; La Stampa; Il Sole 24 ore; Il Giornale; Libero Quotidiano; La Padania; La Prealpina; Leggo.

 

"L'indagine che abbiamo svolto parte dal presupposto che anche attraverso la stampa si costruisce un'immagine sociale negativa dei rom e sinti. Abbiamo analizzato gli articoli per descrivere alcuni dei meccanismi attraverso i quali questo processo avviene e per capire quale sia il nesso tra rappresentazione negativa e discriminazione." Afferma Natascia Curto, una delle volontarie che ha curato la ricerca. "Ci aspettavamo di riscontrare una visibilità marcata per episodi negativi di cui qualche rom si è reso protagonista, ma non abbiamo trovato solo questo. Dall'analisi svolta emerge anche l'associazione sistematica dei rom con fatti negativi che non li vedono direttamente coinvolti. Si può affermare che inserire i rom in articoli che parlano di fatti negativi è un'abitudine molto diffusa, in tutti i giornali, e relativamente a differenti tipologie di fatti" prosegue la volontaria, "Spesso queste associazioni raggiungono livelli discriminatori e vengono fatte ricorrendo a dichiarazioni riportate tra virgolette. Inoltre, un'altra modalità riscontrata nel trattamento dei rom nella stampa è quella di creare una separazione, un noi e un loro, i 'cittadini' e i rom: due gruppi divisi, diversi ontologicamente, che non si intersecano e il cui benessere è alternativo".

 

"Dalla nostra analisi emerge che nel 30% degli articoli sono presenti dichiarazioni che si possono considerare discriminatorie." Commentano Cristina Ferloni e Fanny Gerli, le volontarie che hanno svolto l'analisi quantitativa della ricerca. "La maggiore frequenza di articoli che parlano di rom è riconducibile alle testate nazionali, con una significativa prevalenza per il Corriere della Sera e La Repubblica, seguiti da Libero nella sua edizione milanese. Le dichiarazioni discriminatorie analizzate rimandano in prevalenza a racconti di intolleranza sociale e discriminazione (37,2%), seguiti da quelli che fanno emergere una differenziazione tra un "noi" e un "loro" (32,3%)."

 

"Leggendo i giornali ci siamo rese conto che le affermazioni discriminatorie nei confronti dei rom vengono lasciate scorrere senza che suscitino alcuna reazione né personale né collettiva. Evidentemente il pregiudizio verso i rom è talmente radicato nella cultura nella quale viviamo da non essere neanche più riconosciuto e da aver raggiunto il livello ontologico: è sufficiente essere rom per essere qualcosa di negativo, non serve compiere nessuna azione." Concludono le tre volontarie.

 

"L'indagine ha messo in luce il ruolo che la stampa ha nel costruire e confermare l'immagine sociale dei rom e come, a prescindere dalle intenzioni, il trattamento che essa fa dei rom possa contribuire a creare nell'opinione pubblica un'idea negativa di queste persone, rinforzando così le barriere che impediscono la piena fruizione dei diritti civili e sociali da parte dei rom. Questo è l'effetto, ed è un effetto discriminatorio. Ma la stampa può essere non solo strumento di esclusione, ma anche di conoscenza e avvicinamento" afferma il presidente del Naga Cinzia Colombo, "Per questo motivo il Naga propone ai singoli giornalisti, all'Ordine dei giornalisti, ai titolisti, alla Federazione Nazionale della Stampa e agli editori di: rispettare e applicare le Linee guida per l'applicazione della Carta di Roma; firmare l'appello 'I media rispettino il popolo Rom', lanciato da Giornalisti contro il razzismo; dare voce ai cittadini rom e sinti, raccogliere le loro voci, interpellarli e ascoltarli come fonti." Prosegue il Presidente. "Il Naga chiede anche ai singoli cittadini di farsi portatori di una rappresentazione diversa dei cittadini rom e sinti. Ciascuno di noi, infatti, nel suo quotidiano, nelle conversazioni con gli amici, negli scambi di battute sul lavoro, nei discorsi in famiglia, ha l'occasione di confermare o contrastare tanti piccoli stereotipi che circolano su rom e sinti. E' un lavoro culturale che non può essere compiuto da un singolo, cittadino o associazione, ma che ha bisogno di un impegno capillare e costante di ciascuno." conclude il presidente.

 

Info: naga@naga.it - 349 160 33 05 - 349 160 23 91

-- Mettici il 5x1000! Codice fiscale: 97 05 80 50 150 NAGA Associazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti Via Zamenhof, 7/A -20136 Milano Tel: 0258102599 - Cell 3491603305 - Fax: 028392927 www.naga.it - naga@naga.it
 
 
 
 
.............

06/05/2013

Mahalla newsletter - Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo

 
 
5 maggio 2013  
 
In rilievo:
Aggiornamento settimanale:

La Commissione mappa le autorita' locali tese ad includere la loro popolazione rom del 29/04/2013 @ 09:04:40 - COMMISSIONE EUROPEA: Impiego, Affari Sociali e Inclusione 15/04/2013 La Commissione Europea ha preparato una mappa interattiva di regioni, citta' e comuni impegnati ad integrare la loro popolazione rom e che hanno iniziative di rete create per sostenerli nel raggiungimento del loro obiettivo...

L'assistenzialismo e' razzismo del 30/04/2013 @ 09:02:15 - CORRIEREIMMIGRAZIONE 28 aprile 2013 | di Clelia Bartoli Le forme del razzismo sono tante e diverse: ve ne sono di chiassose e sfacciate, ma anche di pudicamente ipocrite, alcune utilizz...

Storiella del primo maggio del 01/05/2013 @ 09:08:13 - Circa un mese fa, ero in giro col computer portatile. Freddo e pioggia di una primavera che non arriva. Mi ero seduto nella sala d'aspetto di una stazione per sfruttare il WiFi e ter...

Repubblica Ceca del 02/05/2013 @ 09:03:46 - Commenti: Come produrre disinformazione sui media cechi - Prague, 8.4.2013 20:48, (ROMEA) Zdenek Ryshavy, translated by Gwendolyn Albert "Spiacenti, ci siamo bevuti una bufala..." - un famoso titolo dal giornale britannico The Daily Mirror...

Presentazione di CONFINI DIAMANTI del 03/05/2013 @ 09:08:58 - Venerdi' 10 maggio, ore 20.45 Libreria Popolare - via Tadino 18, 20124 MILANO Sara'... che le cose piu' interessanti ti accadono sempre per caso. Sara'... che molti ne hanno scritto, e solo qualcuno c'e' tornato...

Io, rom e bisessuale, in un'Italia sempre piu' razzista del 04/05/2013 @ 09:05:02 - philippe leroyer (CC) il grande colibri' LUNEDI' 29 APRILE 2013 "Sono nato nel nord del Kosovo, nel 1983...

La ribollita e i prezzemolini del 05/05/2013 @ 09:09:53 - (immagine da GialloZafferano) Quanto segue e' uno dei miei soliti minestroni, messo per iscritto tentando di dar ordine a diverse idee senza un'orbita precisa. Ribollita, che e' un minestrone da mangiarsi freddo, a qualche giorno dalla cronaca...

L'agenda:

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

 

 

........

ROM IN ITALIA: BERSAGLIO (IM)MOBILE

campo Rom © puffodrax/flickr

 

Rom in Italia: bersaglio (im)mobile

Anche quest'anno in Italia la giornata internazionale dei rom e dei sinti, lo scorso 8 aprile, è trascorsa all'ombra dell'ennesimo trattamento differenziale. L'ultimo capitolo della decennale storia di segregazione abitativa dei gruppi rom nel Bel Paese si è consumato a Roma, dove l'amministrazione cittadina ha de facto negato ai rom l'accesso alle case popolari, come recentemente denunciato dal Guardian. Leggi l'articolo

 

 

 

..............

03/05/2013

Presentazione di CONFINI DIAMANTI

Venerdì 10 maggio, ore 20.45Libreria Popolare - via Tadino 18, 20124 MILANOSarà... che le cose più interessanti ti accadono sempre per caso. Sarà... che molti ne hanno scritto, e solo qualcuno c&#...

amnesty international ed "emergenza nomadi"

Amnesty International ha definito una grande vittoria nella lotta contro la discriminazione dei rom in Italia la sentenza con cui la Corte di cassazione ha dichiarato illegittim...
 
 
 
............

02/05/2013

Emergenza rom, la Cassazione rigetta il ricorso del governo

 
Emergenza rom, la Cassazione rigetta il ricorso del governo

La Corte Suprema di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato il 15 febbraio 2012 dal Governo, con il quale si chiedeva di cassare la sentenza del Consiglio di Stato che nel novembre 2011 aveva dichiarato l'illegittimità dell'emergenza nomadi sul territorio italiano. A renderlo noto è l'Associazione 21 luglio onlus, secondo la quale "la chiusura della stagione emergenziale, ora sancita definitivamente, pone fine a una delle pagine più buie dei diritti umani delle comunità rom e sinte in Italia".

La vicenda aveva avuto inizio il 21 maggio 2008, quando l'allora presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, con decreto dichiarò lo "stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi", nominando i prefetti di Roma, Napoli, Milano commissari delegati "per la realizzazione di tutti gli interventi necessari al superamento dello stato di emergenza" nelle regioni di Lazio, Campania, e Lombardia. Lo stato di emergenza, di durata annuale, sarebbe dovuto terminare il 31 maggio 2009 ma, contrariamente a quanto previsto, con un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri fu prorogato al 31 dicembre 2010, estendendolo a sua volta alle regioni del Piemonte e del Veneto.

Trascorsi più di due anni dalla sua dichiarazione, un ulteriore decreto prorogava la durata al 31 dicembre 2011 nelle cinque regioni interessate. In seguito a un ricorso presentato da European Roma Rights Centre e da una famiglia rom, il Consiglio di Stato il 16 novembre 2011 con sentenza n. 6050 ha deciso "l'illegittimità del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 maggio 2008". Contro di essa il 15 febbraio 2012 il Governo italiano ha presentato ricorso presso la Corte Suprema di Cassazione. Oggi la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiudendo ogni possibilità di ulteriori appelli.

"Il periodo dell'emergenza - spiega l'Associazione 21 Luglio - aveva scandito la nascita di diversi Piani Nomadi, attraverso i quali, in alcune città italiane, politiche discriminatorie e segregative avevano causato sistematiche violazione dei diritti delle comunità rom e sinti. Dietro la giustificazione di un presunto "stato di emergenza", le autorita' delle città interessate, in deroga alle normative vigenti, hanno promosso politiche segnate da schedature etniche, costruzione di mega campi monoetnici e azioni di sgombero forzato. La storica sentenza di oggi - conclude l'Associazione - ci dice che è giunta l'ora di voltare pagina, per fare uscire dall'alveo dell'emergenza le politiche indirizzate alle comunità rom e sinte, da 5 anni ricondotte esclusivamente a un'ottica securitaria".

LA STERILIZZAZIONE DELLE DONNE ROM

ROM.jpg
 
NON TUTTI SANNO: A partire dai primi anni Settanta, nei Paesi dell'Europa Orientale, nell’ambito delle politiche nazionali e regionali, gli assistenti sociali promossero presso i membri della minoranza rom la sterilizzazione come metodo di controllo delle nascite. Dagli anni Ottanta ad oggi, nell'ex Cecoslovacchia sarebbero state almeno 90.000 le donne rom sterilizzate contro la loro volontà!

 

  • Cecilia Rinaldini Con le Rom in Cecoslovacchia, come con le donne indigene in Perù, come con le Etiopi di religione ebraica che emigrarono in Israele. La storia si ripete

 

 

..............

01/05/2013

Marika Schmiedt: un’artista Rom impegnata contro la discriminazione

 
Solidarietà a Marika Schmiedt, minacciata per il suo lavoro di denuncia sui movimenti neo nazisti da siti razzisti. Segno che in Europa le cose vanno male. Molto male.
Pido vuestro apoyo para Marika Schmiedt !!!!
artists-for-roma-net.ning.com
In a scathing article about Marika Schmiedt, this racist site sides with Schmiedt's nationalist enemies, publishing this photo with the caption: Disguised as…

http://artists-for-roma-net.ning.com/profiles/blogs/pido-...

 

 

 

SBATTI IL ROM IN PRIMA PAGINA


pessimo articolo, commenti penosi. in Italia la responsabilità penale è individuale e non di razza. Ignoranti! Basta offrirvi un capro espiatorio e vi liberate di tutte le vostre frustrazioni senza mai capire chi vi sta fregando
Paolo


ROMA: i Rom milionari possono continuare a vivere nelle loro case. |
 
 
 
 
............

 

7/5 - SE DICO ROM

CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA:

sedicorom.png

30/04/2013

La Commissione Europea mappa le autorita' locali tese ad includere la loro popolazione rom

 

ECCO ALCUNI STRUMENTI:

Il sito Network dei sindaci che ricevono il maggior numero di fondi europei per l'inclusione dei rom (MERI) dell'Open Society Fundation

La task force per l'inclusione dei rom di EUROCITIES

L'Alleanza Europea delle Città e delle Regioni per l'Inclusione dei Rom

ROMED (Mediazione interculturale per i rom)

Il Forum dei Sindaci per l'Inclusione dei Rom

Il Progetto di Rete Urbana Rom

 

leggi tutto l'articolo qui:

http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=5636

 

 

...............

 

 

29/04/2013

4/5 ROM E GAGI:ABITARE INSIEME LA CITTA'

 

CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA:

ABITARE INSIEME.png

 

 

 

 

 

 

 

#ROM, GENTI LIBERE - DI SANTINO SPINELLI (ALEXIAN)

Il libro l'ho letto anch'io (tempo fa) e l'ho trovato molto importante. Ricco di documenti, di interessanti apporti storici e linguistici (che mi affascinano sempre). Una visione dall'interno che finalmente offre a noi "Gagi" una lettura meno stereotipata della quotidianità dei Rom e perfino dei fenomeni che l'antiziganismo ha sempre agitato contro la comunità Rom (la questua e alcuni comportamenti truffaldini) e che alle volte sono stati in realtà un atto di resistenza ed un modo di sopravvivere a politiche di emarginazione quando non di genocidio. E quando Spinelli valorizza i molti aspetti di ricchezza culturale del popolo Rom fa quello di cui i Rom, a mio avviso, oggi hanno soprattutto bisogno: riappropriarsi della propria storia e cultura smarcandosi da un destino di deprivazione economica, sociale ma soprattutto culturale e valoriale cui la nostra società sembra destinarli. 

Paolo



 
 

Rom, genti libere
shop.bcdeditore.it
ROM, GENTI LIBERE

#rom,genti libere - di santino spinelli (alexian)

 #rom,genti libere - di santino spinelli (alexian)

 

 

 

 

 

 

Da sempre oggetto di sospetti e vessazioni, di persecuzioni e genocidi (si pensi ai 500mila Rom e Sinti massacrati dai nazisti), il popolo Rom è una delle più antiche minoranze del Vecchio continente, tra le più dinamiche e radicate. Eppure di loro non sappiamo nulla, a partire dal fatto che usiamo Rom come sinonimo di «zingari», mentre invece si tratta di uno dei cinque gruppi etnici (oltre a Sinti, Kale, Manouches e Romanichals) che costituiscono la popolazione romanì. 
Per la prima volta, uno studioso Rom italiano ci offre una storia complessiva di questo popolo, dalle migrazioni originarie alla situazione contemporanea, abbracciandone la cultura e i valori sociali, le espressioni artistiche, fino alle organizzazioni politiche.
Questo racconto ci restituisce l’identità «invisibile» dei Rom, l’evoluzione di tradizioni e valori millenari tramandati nella quotidianità: un’identità ignorata dagli stereotipi dei campi nomadi che trasformano gli errori di pochi in colpa collettiva; relegata nel ghetto della povertà ed esclusione sociale dalle stesse associazioni di pseudo-volontariato; annientata, infine, dall’attuale politica di assimilazione attraverso la Romfobia. 
Appartengono alla popolazione romanì celebri attori come Michael Caine, Bob Hoskins, Yul Brynner, Rita Hayworth, il calciatore Michael Ballack, professori di prestigiose università, persino un Premio Nobel, un Principe, un Presidente della Repubblica e un Beato. Se ci stupiamo è la prova di quanto radicati siano i pregiudizi, di quanto utile sia questo libro, frutto di venticinque anni di ricerche e scoperte, il cui messaggio paradossale è che i Rom sono un popolo «normale» di «genti libere», una libertà per nulla romantica, ma che è la forza di chi ha preservato con tenacia la propria identità, resa misconosciuta da secoli di discriminazione e propaganda.

Santino Spinelli in arte «Alexian» è un Rom italiano, musicista, compositore, poeta, saggista. Ha due lauree, una in Lingue e Letterature Straniere Moderne e l’altra in Musicologia, entrambe conseguite all’Università di Bologna. È autore di numerosi articoli e opere letterarie sul mondo Rom. Insegna Lingue e Processi Interculturali (Lingua e cultura romanì) all’Università di Chieti. Con il suo gruppo, l’Alexian Group, tiene numerosi concerti in Italia e all’estero. Ha pubblicato partiture musicali per orchestra, ensemble e fisarmonica sola con il titolo di Romano Drom («Carovana romanì») con l’Ut Orpheus di Bologna e ha tenuto concerti con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese e con l’Orchestra Europea per la Pace a Strasburgo al Palazzo del Consiglio d’Europa.

28/04/2013

mahalla nl - new su rom, sinti e kalé nel mondo

 

Mahalla newsletter
Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo 28 aprile 2013
Host discussions on any variety of topics online with your own Forum. Build an online community, post messages, hold discussions and interact with users easily! Get yours.
In rilievo:
Laura Boldrini incontra giovani rom del 23/04/2013 @ 09:06:00
Aggiornamento settimanale:

La finestra di U Velto del 22/04/2013 @ 09:06:02 - 8 aprile, 42a Giornata Mondiale dei Rom e dei Sinti L'8 Aprile di ogni anno ricorre la Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti. La data ricorda i...

Minacce ai rom su Facebook : duecento denunce per istigazione all'odio razziale del 24/04/2013 @ 09:07:30 - Corriere della Sera - Annachiara Sacchi - 23 aprile 2013 | 9:04 Lo sgombero del campo in via Dione Cassio (Newpress) Iniziativa di Pd e Sel. La Lega: la gente e' esasperata...

L'antifascismo ai tempi del nuovo fascismo del 25/04/2013 @ 09:07:24 - direfarebaciare - luogo di sconfinamenti di Giovanni Giovannetti Il nuovo fascismo di chi A Pavia ha creato ad arte una emergenza umanitaria all'unico scopo di favorire una spe...

Due minuti per salvarsi la vita del 26/04/2013 @ 09:00:23 - CORRIEREIMMIGRAZIONE 22 aprile 2013 | di Stefania Ragusa La deportazione dei rom dalla Germania al Kosovo: chi se la ricorda piu'? Eppure e' un fatto di pochi anni fa. Un bellissimo libro di poesie ci aiuta a non dimenticare...

Croazia del 27/04/2013 @ 09:07:16 - A singhiozzo. Un caso di alto profilo in tribunale, genitori arrabbiati davanti alla porta della scuola e sforzi, calmi e persistenti, che raccontano la storia dell'integrazione dei Rom nell'istruzione croata. Story and photos by Barbara Matejcic...

La finestra di U Velto del 28/04/2013 @ 09:03:55 - Piacenza, la MEZ smorza le polemiche Dopo le polemiche all'interno della Lega Nord di Piacenza, pubblicate sui quotidiani locali, la Missione Evangelica Zigana risponde...

L'agenda:

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

Gli arnesi

Archivio da aprile 2004 a maggio 2005

Documenti e materiale da scaricare sui Rom e sulle politiche europee

L'Agenda: cose da fare, vedere, ascoltare - segnalate da voi (e anche da me)

Il Guestbook

I Links

WIKIMAHALLA

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

La Tienda


Cooperativa Sociale LACI BUTI
Da 20 anni:
- lavori di giardinaggio (compreso piantumazione, concimazione, abbattimenti, lavori da serra);
- squadre per lavori di traslochi, imbiancatura, muratura;
- pulizie civili e industriali;
- e poi ci sono idraulici, piastrellisti, saldatori, portinai...
info@sivola.net
Riempi questo spazio
Qui la tua inserzione. Scrivimi
Evidenziatore

26/04/2013

rappresentazioni e media su rom e sinti

OSSERVATORIO NAZIONALE SUI ROM E SINTI Informazioni principali e maggiormente diffuse, tendenze, atteggiamenti riscontrati nella stampa nazionale in questi ultimi mesi sulle tematiche legate a rom ...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
............

1 2 3 4 5 6 7 8 Prossimo